Enrico Mattei

Il 10 febbraio 1953, con la legge n. 136, viene istituito l'Eni (Ente nazionale idrocarburi), creato per riorganizzare e ristrutturare il settore delle fonti energetiche . Con l'istituzione dell'Eni si sancisce, in aperto contrasto con gli ambienti economici operanti nel settore, la proprietÓ pubblica delle fonti energetiche e il monopolio sui giacimenti di metano e di petrolio individuati nella Valle Padana. Al nuovo ente vengono assegnati i compiti del disciolto Ente nazionale metano in aggiunta ai pacchetti azionari dell'Agip, della Snam e dell'AnÝc.
A capo di questa struttura viene messo l'industriale Enrico Mattei, ex comandante partigiano e deputato democristiano dal 1948 al 1953, che sviluppa le potenzialitÓ dell'Eni riuscendo a far ritagliare all'Italia uno spazio autonomo nel mercato petrolifero internazionale ed espandendo la struttura originaria in molteplici settori produttivi. Gli accordi presi con alcuni paesi arabi e con l'Unione Sovietica mettono la politica di Mattei in competizione diretta con gli interessi delle compagnie petrolifere americane, che guardano con preoccupazione all'eventualitÓ di un affrancamento dell'Italia dal regime di monopolio. Gli accordi con alcuni paesi produttori di petrolio, appoggiandone addirittura le spinte indipendentiste, e le forniture dall'Urss, che riescono a coprire pi˙ del 30% del fabbisogno nazionale, permettono una politica energetica calmierata, che favorisce lo sviluppo dell'industria italiana. La stessa politica interna viene influenzata significativamente da Mattei che conta sull'appoggio di molti deputati ed Ŕ legato ad alcune operazioni di finanziamento occulto ai partiti che gli garantiscono ampi spazi di manovra.
In questo scenario si colloca la morte di Enrico Mattei, avvenuta il 27 ottobre del 1962: il suo aereo, decollato dalla Sicilia per Milano, precipita in circostanze mai chiarite. Accertata la tesi del sabotaggio rimangono oscuri i mandanti, tenendo conto che con le sue scelte Mattei aveva collezionato diversi nemici importanti. I sospetti cadono sugli Stati Uniti, colpiti nei loro interessi, sulla Francia, che mal sopporta i rapporti con il Fronte di liberazione algerino, sulla mafia, al centro di forti interessi nella politica interna italiana. Con la morte di Mattei si sgretola l'intera rete di rapporti da lui costruita e l'Italia non riesce pi˙ a riconquistare uno spazio autonomo di trattativa in ambito petrolifero.