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(vedi l'intervista alla figlia di B.) 

Uno dei più grandi interpreti del periodo detto "Boom economico" italiano è stato senza dubbio  Luciano Bianciardi , personalità e scrittore di grande intelligenza e ironia e di notevole spessore critico, tutti elementi che però si intrecciavano con la propria esistenza,(senza nessuna mediazione accomodante fatta di successo, facili guadagni, posti di rilievo ...ecc..)  in un miscuglio esplosivo, che purtroppo "lo marginalizzò" sempre più dal mondo culturale sino alla morte avvenuta nel 1971 non ancora cinquantenne.

Figlio di una maestra e di un impiegato di banca, Luciano Bianciardi nasce a Grosseto nel 1922. dopo la laurea in filosofia alla Normale di Pisa, trascorre la giovinezza a Grosseto, battezzata Kansas City . Simpatizzante del partito d'Azione amico dello scrittore Carlo Cassola proprio con Cassola farà una inchiesta sui Minatori della Maremma, («Fra le 8,35 e le 8,45 del 4 maggio 1954, in una  sezione  della miniera di Ribolla, si verificò uno scoppio di grisou . Era stata un' esplosione spaventosa: avevano visto una gran nube di fumo uscire dalla bocca del pozzo, un boato sordo». Così Luciano Bianciardi (1922-1971) e Carlo Cassola (1917-1987) scrivevano nel loro libro-inchiesta I minatori della Maremma -quarantatrè furono i morti) negli stessi anni si sposa e avrà due figlioli poi si sposta a Milano dove per anni farà il lavoratore Free-Lance (oggi diremmo lavoratore atipico) nella industria culturale Milanese ,lavora come funzionario alla Feltrinelli poi come traduttore. Bianciardi trae da questa esperienza, uno dei laboratori maggiori per i suoi scritti molto più di tanti altri scrittori. Le difficoltà di lavoratore precario, la tipologia del lavoro svolto , la profondità con la quale comprende i nuovi modi della produzione ne fanno uno scrittore lungimirante  e nello stesso tempo particolare, la sua scrittura è  impregnata da queste vicissitudini, viste in modo tragicomico e doloroso e anticipa nelle descrizioni molte delle condizioni sociali di oggi, nello stesso tempo, ne viene fuori una lettura del Boom economico tra le più originali e critiche .Traduce importanti autori americani, come Steinbeck, William  Faulkner , Kerouac, nel 1957 scrive "Il Lavoro culturale" e nel 1960 "L'Integrazione"  due "saggi - racconto", sulla situazione del lavoro culturale nel nostro Paese (Industria culturale, lavoro culturale : si riferisce come termine all'industria che produce libri, musica merci, relative in modo vago alla cultura ma anche allo svago,risale al grande filosofo tedesco T.Adorno che ne fece oggetto dei propri studi negli anni trenta) .

Stile ironico, disincantato che colpisce in modo diretto tutte le contraddizioni di questo mondo produttivo chiamato spesso del terziario avanzato .

Nel 1962 esce il suo testo più importante "La Vita Agra" -

Rifiuta di lavorare per il Corriere della Sera, probabilmente nauseato dall'ambiente del lavoro intellettuale di cui come vedremo, ne descrive,ne smaschera gli aspetti più alienanti nascosti dietro la patina di modernità e innovazione e continua a fare il precario. Amico di molti artisti (Jannacci, Cochi e Renato .....) preferisce scrivere per giornali sportivi, utilizzandone spesso lo stile e la terminologia anche nei suoi testi,nel 1965 si trasferisce a Rapallo rompendo completamente con gli ambienti culturali che contano. Ultimi suoi libri alcuni lavori sul Risorgimento e due romanzi di carattere storico, Aprite il fuoco, 1969-La Battaglia soda 1964

         Il Film di Carlo Lizzani tratto dal libro con Tognazzi

Per Bianciardi la parola stessa che usiamo, nel momento in cui la usiamo rischia di diventare chiacchiera vuota, oggi richiestissima nei Talk televisivi , e allora via con ironia, dissacrazione messa in discussione rotture: uno scrittore micidiale. vediamo:

Il suo romanzo più importante è La vita Agra, un termine quasi in opposizione alla Dolce vita,espressione ripresa dal noto film di Fellini che oltre il film indicò l'euforia di quegli anni, euforia che Bianciardi descrive al contrario in un contropelo narrativo che ha un ritmo micidiale . Continua, vedi tutto il Doc in PDF                     

Da questa scrittura le case editrici volevano "creare" lo scrittore "arrabbiato", e cominciarono a chiedergli di interpretare questo ruolo, recitare questo ruolo, con altri scritti, interviste come capita oggi in TV ,il nostro rifiutò e si mise a scrivere su giornali calcistici! la sua scrittura come la comicità era una cosa seria! (vedi l'intervista alla figlia di B.) 

Questo e altro tanto altro è Luciano Bianciardi ...fosse vissuto nell'epoca delle TV commerciali.... sai che ridere!