Lo scooter, insieme alle piccole utilitarie  Fiat , rappresenta uno dei simboli del miracolo economico italiano. Le strade sono attraversate da moltissimi scooter, spesso carichi di intere famiglie che, complici le forze dell'ordine disposte a chiudere un occhio sul numero pi˙ o meno regolare di passeggeri, percorrono instancabili le vie della cittÓ e le strade di campagna. I pi˙ avventurosi si spingono in veri e propri viaggi, ma Ŕ sui percorsi a breve e medio raggio che lo scooter mostra appieno le sue potenzialitÓ. I costi d'esercizio ridotti e la facilitÓ d'uso ne fanno uno strumento ideale per gli italiani durante quegli anni frenetici. L'industria italiana si segnala subito all'attenzione mondiale con una serie di prodotti di alta affidabilitÓ che decretano il successo della nostra produzione in questo segmento di mercato. La Vespa della Piaggio e la Lambretta della Innocenti dividono gli italiani in due distinte categorie di fruitori ed estimatori, che formano associazioni, indicono manifestazioni e finiscono per confrontarsi sui pregi tecnologici e sulle qualitÓ del loro mezzo preferito. In quegli anni l'industria motociclistica italiana getta le basi di un impero che la conferma in seguito la seconda nel mondo dietro al colosso produttivo nipponico. Lo scooter diventa cosÝ uno dei simboli pi¨ autenticamente italiani degli anni del boom economico e gli innumerevoli tentativi di imitazione che si contano nel mondo non riescono a scalfirne il prestigio e la fama. Attori e personaggi famosi si fanno ritrarre sulla Vespa e le domeniche italiane vedono gruppi sempre pi¨ numerosi di persone che raggiungono le spiagge e le trattorie fuoriporta in sella a uno scooter.La Lambretta uscý dal mercato alla fine degli anni 60 per avere una nuova vita in India