Giovanni Pastrone,uno dei maggiori artefici a Torino del Cinema italiano delle origini

Nato ad Asti(Montechiaro d'Asti )il 13-9-1882,Pastrone dimostra subito una molteplicità di interessi,dalla musica  alla Meccanica ,agli studi di ragioneria (nella Storia del cinema di G.Sadoul gli vengono attribuiti studi tecnici con successivo titolo onorifico di Ingegnere)

Come contabile,giovanissimo si trasferisce a Torino e viene assunto alla Carlo Rossi & C,una ditta costituita per sfruttare i nuovi brevetti di telefonia, che ben presto punterà sulla produzione cinematografica, tra le prime società in questo campo .Immediatamente Pastrone si interessa al nuovo mezzo espressivo grazie alla conoscenza delle lingue straniere , ottenne così l'incarico di corrispondente ed ebbe modo di stabilire contatti diretti con cineasti e produttori stranieri, impadronendosi in fretta degli aspetti economici e tecnici del cinema. Nel 1907 la casa produce una trentina di film che vengono distribuiti anche all'estero, da La raccolta delle ciliegie ai documentari, Il corteo funebre per le onoranze di Giosuè Carducci e Alle grandi manovre. Nella tarda estate dell'anno successivo la società si scioglie: Carlo Rossi accetta la direzione della romana Cines, Pastrone, al contrario, non vuole lasciare Torino e subito dà vita all'Itala Film. Nel 1908 quindi ne diventa direttore ,una delle case di produzione fondamentali nella nascita del cinema. " La maschera di Ferro" (1909),"Manon Lescault" ," Lucia di Lammermoor" (1910) sono tra le sue prime produzioni.Per Pastrone il cinema è un'industria e come tale deve evitare ogni dilettantismo,in questo era linea con lo sviluppo industriale del tempo che vedeva Torino al centro della moderna industria meccanica

Per seguire la lavorazione dei film in tutte le sue fasi, l' Itala costruisce nuovi capannoni di 22 mila metri quadri in cui è possibile sfruttare al massimo la luce del sole. A partire dal 1910 Pastrone realizza in prima persona lavori impegnativi, compiendo anche interessanti esperimenti di sonorizzazione e di colorazione delle pellicole.

Uno di questi è La caduta di Troia, film di 600 metri in un'unica bobina. Per realizzarlo Pastrone sfrutta gigantesche scenografie e costruisce un enorme cavallo di legno, egli si convince che il cinema ha tutte le carte in regola per diventare uno spettacolo di massa. All'inizio del 1912 comincia a sviluppare l'idea di un grande lavoro storico; a Genova scopre un forzuto scaricatore di porto, Bartolomeo Pagano, e lo abitua a muoversi davanti alla macchina da presa ,il futuro Maciste. Sta per nascere il kolossal Cabiria, concepito sulle ali dell'entusiasmo patriottico suscitato dalla impresa coloniale (1911-1912) che ha condotto l'Italia ad una precaria occupazione della Libia. Il film ottiene un vasto consenso popolare e serve a Pastrone per mettere in cantiere altri lavori. La ITALA FILM è un esempio da seguire anche per gli stranieri: rappresenta uno degli organismi produttivi più efficienti anche sul piano internazionale.

Nel 1915 Pastrone gira un altro film di notevole spessore, Il fuoco, ed in seguito Tigre Reale. Nel 1919, dopo aver realizzato Hedda Gabler, l'intrapendente astigiano decide di ritirarsi. Viene chiamato ad un ultimo sforzo due anni più tardi da Giuseppe Barattolo per ricostruire l'Itala, cooperando al tentativo di rinascita del cinema italiano. Da allora cessa di occuparsi di cinema. Ritiratosi nella sua abitazione torinese, si dedica ad altre attività  e conduce studi approfonditi di medicina, alla ricerca dell'origine e della cura del cancro. Produttore, regista e tecnico. si affina nei procedimenti tecnici inventando e brevettando il "fixitè" un procedimento per impedire lo slittamento della pellicola uno dei problemi più sentiti all'epoca(le pellicole si muovevano e le immagini sfarfallavano).Crea un circuito di sale cinematografiche per la distribuzione di centinaia di sue pellicole,comiche e drammatiche tra cui moltissime uscite anonime per contrastare la concorrenza .

Pastrone raggiunge il culmine con "Cabiria" del 1914. Per questo film egli ricorre a Gabriele D'Annunzio per le didascalie e a Ildebrando Pizzetti per il commento musicale ( celebre la "Sinfonia del fuoco") e al grande tecnico, operatore e regista spagnolo Segunto De Chomon per gli "effetti speciali".( In " Cabiria" la grande invenzione è il carrello, in cui la macchina da presa non è più fissa al terreno, ma libera di muoversi tra gli attori. Fino ad ora la macchina da presa creava una scena fissa in cui gli attori entravano in campo, recitavano e ne uscivano con un effetto simile al teatro. Il carrello permise anche di passare dal campo lungo ai primi piani senza "stacco" di ripresa )

Spesso Pastrone nella regia adotta lo pseudonimo di Piero Fosco e come tale aveva diretto da testi di D'Annunzio "Il fuoco" e "Tigre reale",entrambi con Pina Menichelli grande diva dell'epoca , non sempre è facile attribuire il ruolo specifico suo nei titoli che in ogni caso sono riconducibili alla Itala film .

Vero rivoluzionario della tecnica di ripresa cinematografica inventò il carrello, la luce diffusa e riflessa e il montaggio ad azioni parallele. Muore a Torino il 27 giugno 1959.

La glu (1908) ,Giordano Bruno eroe di Valmy (1908),Giulio Cesare (1909),La caduta di Troia, titolo internazionale: The Fall of Troy (1910), Più forte che Sherlock Holmes (1913) , Tigris ( girato con lo pseudonimo di Leblanc) (1913) ,Cabiria, sottotitolo alternativo: Visione storica del Terzo Secolo A.C. (1914),Tigre reale (1916) ,Il fuoco, titolo internazionale: The Fire (1916), Maciste alpino, Titolo internazionale The Warrior (1916) ,Maciste atleta (1917) ,Hedda Gabler (1919),Giulio Cesare (1909)(anche interprete)

Un interessante testo su G.Pastrone è stato edito dalla prov. di Asti :a cura di Aris D'Anelli GIOVANNI PASTRONE (Asti 1882 - Torino 1959) ed. PROVINCIA DI ASTI ed. 2003 pp. 128