“L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne.Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.

Il secondo è rischioso e esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno e farlo durare, e dargli spazio”   

       (Italo Calvino, “Le Città Invisibili”).

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I DOC SI FIRERISCONO AL PERIODO 2000-2010     

                     

«Quando moriremo andremo in paradiso perché all’inferno ci siamo già stati» sui muri di una periferia di Napoli!

                                                               

                                          Gesù ......Gesù.......!