Agenore Incroci  in arte "AGE" ,Sceneggiatore

«semo l’anima de li mortacci tua»

Una sua battuta (scritta insieme a Scarpelli) nel film ''La Grande guerra'' , quanto basta per parlare di un grande scrittore, la Commedia all'Italiana non verrà ricordata per aver inventato forse grandi Seq. nella storia del cinema,certamente è ricordata per originalità e per  grandi sceneggiatori e questo basta!

Il suo nome spesso in coppia con Furio Scarpelli lo troviamo come firma nelle sceneggiature dei film più importanti del cinema italiano ,principalmente della commedia Italiana .

Possiamo definire AGE quindi uno dei più grandi scrittori italiani. anzitutto del periodo 1955 /1975

I soliti ignoti, La grande guerra, Tutti a casa, Divorzio all’italiana,  , Il mafioso, I compagni, I mostri, Sedotta e abbandonata, L’armata Brancaleone, Straziami ma di baci saziami, Riusciranno i nostri eroi...-sono alcuni dei film che ha scritto, quasi 120 , molti in coppia con l’amico Furio Scarpelli. Appare anche in alcune pellicole ;La terrazza di Ettore Scola e Ecce Bombo di Nanni Moretti ,nel secondo era uno dei professori che interrogavano gli studenti in una a dir poco originale  maturità  forse mai mostrata sullo schermo,anche quello di Scola era un film scritto da AGE.

Age, nome d’arte di Agenore Incrocci, nasce a Brescia nel 1919. La sua è una famiglia di artisti, un’infanzia girovaga. Studia giurisprudenza, senza grande entusiasmo, e comincia a scrivere per la radio e per il varietà. Il primo film del quale Age firma il soggetto è I due orfanelli di Mario Mattoli, nel ’47.Negli anni ’50  lavora molto per Totò: Totò cerca casa, Totò Tarzan, 47 morto che parla, Totò sceicco, Totò terzo uomo. Una stagione importante del cinema italiano, quella in cui l’industria è fiorente e i film si sfornano a getto continuo. Gli sceneggiatori lavoravano spesso in squadra, passandosi i film l’uno con l’altro. Anni in cui nascono le  coppie: Age & Scarpelli, appunto, ma anche Ettore Scola & Ruggero Maccari, Leo Benvenuti & Piero De Bernardi (oltre A Sonego,S. Amidei, Vincenzoni). La commedia è un genere che prolifera film: il vero «ufficio» di tutti costoro sembra essere stata una trattoria romana dove si ritrovano a cena e si scambiano idee e appunti che spesso finiscono, con poche variazioni, nei film.

È una grande bottega cinematografica in cui Age & Scarpelli ben presto si impongono , scindere il loro rapporto sembra impossibile anche per loro scelta, nè Age nè Furio Scarpelli confesseranno mai se una certa battuta  era di uno o dell’altro. E non per vezzo, ma perchè proprio  probabilmente non lo sapevano più: registi come Risi, Monicelli, Comencini e Scola davano il loro decisivo apporto ai copioni, tanto quanto attori fenomenali come  Sordi/Manfredi/Gassman/Tognazzi/Mastroianni e tanti altri, per non parlare di Totò prima di loro. Nella coppia forse Scarpelli era il «narratore» e Age il  «battutista», ma non è detto che fosse sempre così. Ad esempio, è noto che Tutti a casa, un capolavoro assoluto di Comencini, si ispirasse a tutto quello che era successo proprio ad Age, dopo l’8 settembre .

Se si mettono in fila i loro 120 film, c’è veramente tutta la commedia umana che si è dipanata in Italia dal ’45 in poi, e c’è anche la memoria, la riflessione sugli snodi della storia italiana, di cui Tutti a casa – l’unico, forse vero, grande film sull’armistizio e su ciò che esso significò non solo nello svolgimento della guerra, ma anche nella formazione del costume italiano del dopoguerra –un film che probabilmente tutti citano ma nessuno ha visto,(dimenticano sempre di dire che Sordi nel pluricitato film quando vede morire l'amico Ciccarelli ,non torna nè rimane a casa ma prende un fucile e spara contro i nazifascisti) . Questo ci può spingere ad affermare che Age & Scarpelli – più di Calvino, più di Pavese, più di Moravia,forse – sono stati i grandi narratori che l’Italia del dopoguerra ,indicazione questa che comunque già veniva da Pavese nel caso di Zavattini.

Il cinema, almeno per trent’anni (sino a  C’eravamo tanto amati,  – di Scola, 1975 ), è stato la vera Arte di questo paese. Age & Scarpelli  sono stati grandi sceneggiatori di una grande stagione del cinema italiano. Testimoniando con arguzia e ironia gli snodi storici fondamentali della nostra Storia, attraverso gli strumenti taglienti della commedia, Age e Scarpelli si sono fatti voce narrante e coscienza del nostro presente illuminando ciò che spesso era più prudente e più comodo lasciare nell’oscurità ed esibendo i lati più comici ed originali della quotidiana banalità.
Age e Scarpelli hanno scritto  la Storia italiana guardandola dal basso con lo spirito potremmo dire dei giullari, burlesco, ironico, qualche volta pieno di irriverenza, ma sempre fedele al rispetto della verità. In diverse interviste hanno indicato S.Amidei ,grande sceneggiatore del Neorealismo,(a partire dal film "Domenica d'agosto",da lui sceneggiato regia di L.Emmer)(1)  come uno degli ispiratori del loro cinema,una evoluzione quindi che avveniva insieme alla società italiana,uno sviluppo fermatosi negli anni settanta (F.Scarpelli) quando con maggiore durezza bisognava fare una critica più marcata al costume nostrano(intervista al regista F.Maselli su RAI Edu.)

Se si digita Commedia dell'arte in un motore di ricerca allargando quest'ultima a tutto il web, si vede la quantità impressionante di siti dedicata a questa tradizione tutta italiana ,non così al contrario se la ricerca viene fatta solo nella nostra lingua. Ebbene, la grandezza del nostro cinema ,del cinema a cui si faceva prima riferimento probabilmente deriva da quella storia .

Sui due grandi sceneggiatori di recente è stato pubblicato un volume interessante del giovane studioso Alessio Accardo.

Age è scomparso nel 2005

Furio Scarpelli, figlio di Filiberto Scarpelli, celebre fondatore del giornale umoristico romano Il Travaso delle Idee, ebbe un'infanzia più tranquilla, affinando nel tempo il proprio talento per il disegno e la scrittura satirica. Già prima della guerra iniziò a lavorare come illustratore per alcune riviste di satira; in questo modo avvenne il suo incontro con Federico Fellini e infine con Age. Intellettuale e acuto osservatore della società è stato a lungo amico di Italo Calvino e dei maggiori scrittori italiani del dopoguerra.

Furio Scarpelli, invece, ebbe trascorsi giovanile più lineari, spesi affinando il proprio talento per il disegno e la scrittura satirica. Figlio del direttore d’un giornale, cominciò ad esercitare la professione di illustratore già prima della guerra, per le riviste di satira grazie a ai quali incontrerà Age.
Il loro intenso rapporto professionale ha inizio nel 1949 con "Totò cerca casa" di Steno - Monicelli, e li vedrà poi legarsi all’attività di ben 45 registi. 
Insieme, realizzano alcuni tra i più popolari e rappresentativi capolavori della commedia italiana; è impossibile elencarli tutti, ma ci sembra doveroso citare almeno "Il vedovo allegro" (1949) e "Totò sceicco" (1950) di Mario Mattoli; "La banda degli onesti" (1956) di Camillo Mastrocinque; "Nata di marzo" 1957) di Antonio Pietrangeli; "I soliti ignoti" (1958), "La Grande Guerra" (1959), "Risate di gioia" (1960), "I compagni" (1963) e "L’armata Brancaleone" (1966) di Mario Monicelli; "La marcia su Roma" (1962), "I mostri" (1963), "Il tigre" (1967) ed "In nome del popolo italiano" (1971) di Dino Risi; "C’eravamo tanto amati" (1974) e "La terrazza" (1980) di Ettore Scola, oltre al western "Il buono, il brutto e il cattivo" (1966) di Sergio Leone. Tra gli attori, hanno scritto per Tognazzi, Gassman, Sordi, Mastroianni e Manfredi, caratterizzando il costume italiano per almeno un quarantennio ed offrendo un veridico ritratto dei suoi mutamenti.

 

 

(1)
Domenica D'agosto,è un film di L.Emmer sceneggiato da S.Amidei, viene considerato una evoluzione del Neorealismo verso il costume italiano dell'epoca