"I COMPAGNI "DI M.Monicelli  1963

 

                                                                                                                                      home

Sceneggiato dallo stesso regista  con Age e Scarpelli  e la collaborazione di Suso Cecchi d'Amico, nel film troviamo numerosi attori che hanno fatto la storia della Commedia cinematografica degli anni 50/60: Marcello Mastroianni, Annie Girardot, Renato Salvatori, Bernard Blier  Raffaella Carrà(giovanissima),  Folco Lulli  e tanti altri. Splendida la fotografia di G. Rotunno, uno dei maestri del cinema italiano in questo campo,la produzione è di F.Cristaldi,musica di C.Rustichelli

I film di Monicelli non hanno mai avuto l'ambizione di essere dei capolavori,per questo molti sono tra le cose migliori del cinema italiano , I Compagni è uno di questi, considerato dallo stesso regista uno dei suoi migliori film ,senza dubbio uno dei capisaldi della filmografia sulla nostra storia ,non solo perchè ne ricostruisce un pezzo importante (la Torino industriale ) nell'ambito della commedia ,ma anche perchè segna una tappa importante il 1963 ,già iniziata con La Grande guerra, di riflessione sulla nostra storia, diversi lavori di Monicelli ma anche di Dino Risi e altri,sono fondamentali in questo senso.

La storia è ambientata quindi a Torino,(il film girato invece a Cuneo utilizzando come attori gli operai di una fabbrica,la ricostruzione scenografica è eccellente per chi conosce la capitale Sabauda e la sua storia tra l'Ottocento e il Novecento ,un periodo fondamentale nella storia sociale del nostro Paese) e narra di una protesta operaia finita nella repressione e nella morte di uno dei manifestanti.

Siamo in  una industria tessile torinese, sul finire del secolo scorso un gruppo di operai, prendendo  spunto da un incidente di lavoro, chiedono la revisione del loro trattamento sindacale. L'azione rivendicativa però fallisce. Riprenderà quando un agitatore sociale, il Professor Sinigallia organizzerà i lavoratori incitandoli allo sciopero ad oltranza. Nella reazione di crumiraggio sollecitata dai padroni, un operaio perde la vita, mentre il professore, ricercato dalla questura, cerca rifugio da una prostituta. Lo sciopero continua e la resistenza padronale sta per vacillare. Nello scontro con la cavalleria, chiamata per difendere la fabbrica dall'occupazione, cade una seconda vittima. Gli operai ritornano al lavoro sotto il peso della sconfitta, ma con una speranza per l'avvenire.

Gli ambienti sono ricostruiti in modo molto veritiero e riescono a dare quel senso un poco "sgradevole" dell'Italia industriale (la fotografia diremmo oggi in una superba scala di grigio) e quindi molto validi e realistici tipicamente Torinesi,gli attori si muovono con grande bravura e abilità,lo spettatore abituato a quei volti nell'Italia patinata del boom ,volti portati  spesso a far ridere è un poco preso in contropiede è questa una delle caratteristiche del grande regista di Viareggio che si muove a perfezione nei linguaggi codificati e commerciali della Commedia (grande artigiano?), si guarda anche alla situazione attuale di quegli anni,l'immigrato siciliano che vive quasi allo stato brado,ne è un esempio,alta la componente linguistica dei dialoghi, rivitalizzata dagli accenti e toni dialettali visto anche il nome degli autori della sceneggiatura, gli interni,gli ambienti danno un quadro chiaro delle condizioni di vita di questa gente,i cortili, i capannoni,il grigio, tanto grigio . L'avventura del prof.Sinigallia con la prostituta (A.Girardot) ci sposta nel centro di Torino sotto i portici, dandoci una descrizione quasi una pausa ne ritmo del film,  di una vita di donna fuggita dalla miseria in altro modo, indefinibile la sagoma di Mastroianni in questo frangente,ha toni da intellettuale cortese e raffinato ,idealista e proletario,tipico socialista  di quegli anni e infine un poco sottoproletario.

Monicelli  inserisce molto bene la figura del professor Sinigallia (volto quasi spaurito,occhialini cerchiati cadenti,capelli arruffati)interpretato da un surreale ed eccezionale Mastroianni, surreale perchè sembra voglia fare il professore suo malgrado, eccezionale perchè diventa simbolico,non è il solo prof. ad operare nel campo socialista ed operaio vediamo anche un suo collega sanzionato per l'attività politica che svolge nei corsi serali, è povero pure lui Sinigallia,un poco astratto ma paga con l'arresto la sua militanza ,egli  simboleggia la coscienza di classe di cui questi lavoratori sono intellettualmente privi e fa crescere la consapevolezza della loro forza e dei loro diritti. Il movimento sindacale  era ancora immaturo ed impreparato ad affrontare lo scontro con un padronato restio ad ogni concessione e propenso a ricorrere alla forza. Ignoranza, piccole e povere meschinità, timore delle sanzioni, sudditanza psicologica verso i superiori frenano,le giuste aspirazioni degli operai e li condannano ad una sostanziale apparente, sconfitta .Sarà proprio l'intellettuale professore che colloca la lotta degli operai della filanda in un quadro di più vasto respiro: nell'immediato essa può anche fallire, ma è destinata a porre le basi per lo sviluppo a lunga scadenza di un movimento operaio più organizzato ed unito e quindi più capace di far valere le proprie rivendicazioni.

I compagni si caratterizza per l'esattezza e puntigliosità scenografica della ricostruzione storica  (non solo gli ambienti ma anche ad esempio gli incidenti sul lavoro ,la morte di Pautasso) non manca neanche il tono epico come nelle sequenze di massa (la marcia finale degli operai verso la fabbrica)il tutto mescolato con alcuni elementi "caricaturali" che non guastano per niente la narrazione è quello il solco del film ,quello della Commedia amara. Commovente la figura del ragazzino che deve andare a scuola e si scontra con il fratello maggiore analfabeta a livello dello scrittore De Amicis l'autore di Cuore ,uno dei testi più importanti dell'Italia post-unitaria da non considerare quindi assolutamente in modo negativo, ricordiamo che un grande critico oltre che Poeta, F.Fortini che di queste faccende se ne intendeva, lo considerava uno degli autori più importanti della letteratura italiana. Avere unito Marx e DeAmicis dimostra solo che gli autori del film conoscevano molto bene la Storia del nostro Paese. Ne esce fuori visto oggi uno specchio dell'Italia che dura sino agli anni del boom.

Indovinata anche la musica che accompagna i titoli di testa e coda del film , si tratta di un canto operaio che suggella con tocco finale tutto il lavoro degli autori.I l film non ebbe all'epoca un grande successo non così negli anni successivi , oggi è considerato uno dei migliori del regista.

in una recente intervista,sornione e sempre acuto per chi vuole intendere, il regista ci dice:

In due film di Monicelli ( "I soliti ignoti", "I compagni" con la celebre battuta "abruzzesi gente del nord") il ruolo di fidanzati spetta a due alpini abruzzesi.

: «in quei film si parlava di una Italia per il settantacinque per cento rurale, terra di contadini e braccianti. Le ragazze di oggi sono fidanzate sempre con studenti, studiano sempre questi giovani, ma fino a che età studiano oggi? Vanno tutti in palestra, hanno abbigliamento firmato». Un tempo invece c'erano gli alpini, «venivano solo dall'Abruzzo, dal Veneto, dal Friuli e dal Piemonte. Erano visti come ragazzi forti, leali, e il loro ruolo creava un certo ascendente sulle donne che cercavano un po' di sicurezza. E poi gli abruzzesi hanno sempre avuto l'etichetta di essere solidi e poco scansafatiche. Allora. Adesso non so»http://www.bloo.it/news.html