Mario Monicelli  nel 1958 realizza "I soliti ignoti", divertentissima commedia con un cast notevole di attori molti dei quali grazie a questo film divennero notissimi ,anzitutto ;V. Gassman e M.Mastroianni, ma troviamo anche R. Salvatori ,Claudia Cardinale agli esordi, e un grande Totò,il film  vince il Nastro d'argento per la miglior sceneggiatura scritta da Age e Scarpelli insieme  a Suso Cecchi D'amico e lo stesso Monicelli , costumi di P.Gherardi ,musica di impronta Jazzistica del bravo P.Umiliani 

I soliti ignoti. 1958     -

Lezione di scasso da Totò

  

 


Un gruppo di sgangherati e simpatici(oggi ci appaiono così) ladri alle soglie del boom economico elabora un piano quasi "scientifico" per portare a casa un bel bottino. Rubare il contenuto della cassaforte di una banca di Roma intrufolandosi dall'appartamento soprastante. La storia parte  dal carcere dove si trova Gassman che si guadagna il piano della rapina da M.Carotenuto ,Cosimo che però non può uscire in tempo per l'impresa,proprio Gassman avrebbe dovuto favorire la sua uscita attraverso una falsa testimonianza. Siamo immersi subito in un universo quasi Picaresco(Picari ,personaggi dei romanzi del 600,morti di fame che lottano per sopravvivere tra il tragico e il comico),soggetti che per altri versi descriveva anche Pasolini in quegli anni.

 

 M.Carotenuto illustra il Piano a Gassmann, attore caratterista tra i più noti del cinema italiano di quegli anni,sono figure fondamentali per la narrazione,oggi in molti ne sentono la mancanza, provenivano spesso dal teatro popolare  o dalla vita di tutti i giorni

Mettere insieme la banda è la prima cosa ,cercare i componenti,dopo il carcere (da notare la fumata attraverso la bottiglia piena di nicotina che si passano i carcerati) si continua nella descrizione di una Roma popolare tra grottesco e realismo, i candidati alla rapina sono personaggi che vivono in un mondo tragico di sotterfugi,furti piccole rapine, senza perdere simpatia ed umanità al limite della sopravvivenza,in parte marginali ma non completamente estranei ''al popolo dell'epoca'' e quindi al pubblico almeno a quel pubblico popolare che va a vedere il film. Fatta la banda per aprire la cassaforte bisogna rivolgersi al grande maestro del furto Dante Crociani , interpretato da Totò che improvvisa un canovaccio sullo scasso da culto.

Poi abbiamo la cameriera a servizio nella casa soprastante la banca (una giovanissima C.Gravina)che viene corteggiata da Gassman ,ex pugile un poco balbuziente. Lo schema è preciso per quanto arduo, la rapina si può fare,gli improbabili rapinatori e l'ambiente circostante sembrano anche se caricaturati uno specchio dell'Italia degli anni cinquanta,quasi maschere della Commedia dell'arte, il simpatico Capannelle il palo, ha una eterna e atavica fame,come Pulcinella. Renato Salvadori tenta un'approccio con la debuttante Claudia Cardinale sorella di FerriBotte,interpretata da un leggendario Tiberio Murgia,siciliano ladro con onore che la tiene segregata in casa,il nomignolo è il termine italo americano per indicare il mezzo di trasporto che oltrepassa lo stretto di Messina, termine molto usato nell'Italia popolare dell'epoca,poi abbiamo Mastroianni fotografo imbroglione e ''mariuolo'' con un  figlio neonato a carico.  Tra problemi sentimentali, ristretti mezzi finanziari e anche un funerale(muore M.Carotenuto, Cosimo, capo e ideatore in carcere del piano incavolato perchè Gassman gli ha fregato l'idea dimendicandosi di lui , la morte quasi di sfuggita di questo personaggio non è da sottovalutare,sembra essere la dimensione tragica che sottende a molti film di M.M. dietro l'apparente allegria di facciata), arrivano comunque infine vicino alla cassaforte ma sbagliano parete e si consolano "rubando" pasta e ceci per la gioia di Capannelle

Divertentissimo film con un ricco gruppo di attori e grandi caratteristi ognuno perfetto nel ruolo che ricopre. Monicelli dirige il  film inserendo in questa farsa generale profondamente realista ,il fantasma della morte,la fame atavica, la miseria,il carcere,la disperazione. Il pubblico ride ma si riconosce anche nella apparente caricatura(almeno all'epoca) di ambienti e personaggi. Questo popolo si avviava a fare il grande passo del boom economico, un'impresa, forse il film allude alla faciloneria con la quale ci si avviava verso questo arduo compito

La sceneggiatura è un gioiello di scrittura ad opera di quelli che possono considerarsi tra i più grandi scrittori della nostra letteratura (cinematografica) gli sceneggiatori, Age, Scarpelli e Suso Cecchi D'Amico. Gassman in grandissima forma rivela il suo innato talento comico ,ma anche gli attori caratteristi,impareggiabile Capannelle (chiamato così perchè si veste da fantino,il nome infatti è quello dell'ippodromo romano). A dir poco Originale, il film segna in parte la nascita della commedia all'italiana,ed è tutto italiano, facce,movenze ,ambienti ,espressioni; siamo al confine con il boom economico che avrebbe Americanizzato tutto il Paese, e i Soliti ignoti sarebbero spariti come tipi sociali. Difficile trovare in quegli anni in un film americano  dei tipi come questi,degli attori come i nostri simpatici eroi,questo faceva la differenza. Il Montaggio non è incline a grosse sottigliezze formali che si soffermano su specifiche inquadrature ma è funzionale alla storia ,una storia essenzialmente di facce, di tipi di italiani che non si dimenticano. Un film fondamentale non solo nella storia del cinema ma per la nostra storia.

La vicenda è finita i nostri eroi vanno via ,tragico e comico si abbracciano

 

Il film è un rifacimento di una pellicola francese di qualche anno prima ;Rififi   ha avuto un seguito con "L'audace colpo dei soliti ignoti" del 1960 per la regia di Nanni Loy. Nel 1985 ci riprovano a rifarlo ed esce "I soliti ignoti vent'anni dopo" regia di Amanzio Todini. Il film,quello di Monicelli,   è un successo anche in America .