Home  Lettere Cinema   Fotografia  Storia 

Il Sorpasso di Dino Risi                           

Soggetto e  Sceneggiatura:D Risi, E. Scola, R. Maccari; Fotografia: Alfio Contini; musica: Riz Ortolani; scenografia: Ugo Pericoli;  montaggio: Maurizio Lucidi; interpreti: Vittorio Gassman (Bruno Cortona), Jean-Louis Trintignant (Roberto Mariani), Catherine Spaak (Lilly, figlia di Bruno),  Luciana Angiolillo (moglie di Bruno), Claudio Gora (Bibì, fidanzato di Lilly), Luigi Zerbinati (il commendatore), Linda Sini, Franca Polesello, Eda Ferronao, Nando Angelini, Lilli Darelli, Bruna Simionato, Mila Stanic.; produzione: Fair Film - Incei Film - Sancro Film(M.C.Gori)

Roma, Ferragosto, la città è deserta (1). Bruno Cortona (Vittorio Gassman), quarantenne vigoroso ma inconcludente e un poco cialtrone, amante della guida sportiva e delle belle donne, vaga alla ricerca di un pacchetto di sigarette e di un telefono pubblico. Lo accoglie in casa lo studente di legge Roberto Mariani (Jean-Louis Trintignant), rimasto in città per preparare gli esami. I due, sulla spinta dell'esuberanza e invadenza del Cortona, intraprendono un viaggio in auto che li porterà verso mete occasionali sempre più distanti da Roma. Il giovane Mariani sarà più volte sul punto di abbandonare il Cortona, ma sia il caso sia una certa inconfessabile attrazione, lo riporteranno sempre sui suoi passi, in un percorso quasi di formazione alla vita che riguarderà il distacco dai miti adolescenziali, l'amore ed i rapporti sociali, sino alla conclusione tragica durante un sorpasso avventato a causa del quale il giovane studente perderà la vita. Forse ci sembra che il rapporto tra i due con tutta la portata di significati sia una delle cose migliori del film,il giovane ne è a tratti quasi schiacciato,nauseato poi attratto scopre un mondo che non gli piace ma non riesce a rifiutarlo per poi soccombere.

Il Sorpasso appunto, un simbolo, un modo di dire ,forse L'Italia che in quegli anni voleva fare il Sorpasso (Il Boom),un film fondamentale per avere uno sguardo critico sulla nostra Storia. Vediamo

Il Sorpasso è uno dei film fondamentali della  Commedia all'italiana. Come in altri casi bisogna tener in considerazione l'originalità specifica del film di Risi, regista che insieme a Monicelli ha forse diretto i migliori prodotti di questa tendenza,(Commedia All'Italiana è un termine generico ma chiarificatore o quanto meno indicativo,dentro vi sono tanti  film diversi,venne usato fuori d'Italia, poi è rimasto nel linguaggio comune). Siamo in pieno Boom economico,(si fotografa un Paese di ombrelloni e spiagge in ogni posto ,italiani sempre in spiaggia, canzonette ripetute in modo ossessivo,... la cosa si è replicata negli anni ottanta-novanta con gli Stilisti-Sarti in ogni luogo!consigli per gli acquisti invadenti e.....previsioni del tempo perpetue). I personaggi,Bruno Cortona e Roberto Mariani, sono i nostri protagonisti  soprattutto Trintignant, che dà vita ad un ritratto molto intenso di un giovane timido, perdente ma nel complesso maturo nella sua coscienza,attratto da schemi sociali intrapendenti e scanzonati ma allo stesso tempo incardinato a precisi canoni di comportamento mutuati da una educazione nel complesso perbenista. Trintignant è eccellente ad evidenziare anche una certa inquietudine che esploderà di li a poco in tutto il mondo giovanile(il 68?) e non solo.

Gassman appare al pubblico più tradizionale, quasi sulla scia di Sordi,apparentemente comico, molto italiano, espressione di un certo costume nostrano che si forma proprio in quegli anni, nel fluire del film diventerà(o dovrebbe) quasi insopportabile.  Il duello psicologico Cortona-Mariani, giocato costantemente sul filo dell'auto -simbolo che corre, è uno schema in parte nuovo, (insieme alla Lambretta,, apparsa in diversi film di quegli anni). Come è del tutto originale, rispetto alle altre pellicole di questo genere, il ricorso all'io-pensante del giovane Mariani, mediante il quale veniamo a conoscenza della contraddittorietà tra pensiero e azione che il ragazzo vive a contatto con il Cortona e soprattutto il percorso di iniziazione sentimentale e sociale che compie. I personaggi protagonisti, così diversi ma in egual misura positivi e negativi, si attraggono e si respingono tra loro, attraendo a loro volta gli spettatori verso due poli distinti e contrapposti di identificazione sociale, cosa questa che li rende  diversi da altri soggetti , protagonisti  della commedia di quel periodo.

Il Sorpasso evidenzia anche la personalità artistica del regista marcata e presente che non si limita alla sola  rifinitura del soggetto. La dinamica delle sequenze e il lavoro sui piani sono  elaborati con grande maestria. A volte la ripresa sfuma nel documentarismo e i dettagli di ambientazione sono così definiti da somigliare quasi ad un cinegiornale dell'epoca,un tocco Neorealista che arricchisce il film come ad esempio nella scena girata nella balera in riva al mare quando il regista si prolunga con pazienza sui passi di twist delle comparse,quasi una ripresa dal vero. A poco più di venti anni da Ladri di Biciclette,il mezzo di trasporto è cambiato,l'Odissea del disoccupato si è trasformata in un culto quasi nevrotico del movimento,gli esterni ci danno un altro Paese.

Risi lavora quindi su piani-sequenza che sembrano lo sviluppo del film di De Sica,il risultato è leggero, godibile, divertente  ma al tempo stesso come nella grande commedia che non asseconda il pubblico, abbiamo una testimonianza,una documentazione- denuncia anche realistica e di grande acume di quegli anni.Come quando il giovane  tenta di salire su un autobus nel porto di Civitavecchia,oppure nel caso dell'incidente del furgone, quasi una prima avvisaglia del pericolo di morte che nasconde l'auto -feticcio (grande simbolo negativo rovesciato del bomm, del culto feticista dell'auto sino ai giorni nostri! l'ncidente è un qualcosa da nascondere un prezzo stupido da pagare al progresso che si accetta come la peste nel Medioevo) dicevamo nel caso del furgone, quando Gassman chiede cinicamente il valore delle merci  coinvolte nello scontro. Ci piace ricordare anche il riferimento al Ministero che si trova sull'auto di Cortona, per non pagare la multa, l'Italiano ha capito i privilegi dei politici e ne evidenzia la stessa cultura! insomma tutti rubano ...quindi posso farlo anche io! si potrebbe continuare con i dialoghi nella casa dei parenti del giovane,ancora la figura di Bibì(il bravo C.Gora) il fidanzato della figlia del Cortona (una giovanissima C.Spaak)e poi la spiaggia, vero simbolo di quegli anni (si diceva personaggio da spiaggia!),il rapporto tra Cortona la moglie e la figlia.

Il sorpasso risulta quindi, un film di grande acume ,veloce e ritmato sui precisi tempi  narrativi, a ciò contribuiscono non poco le battute memorabili, di Vittorio Gassman, esse sembrano chiudere i tanti scenari che la Macchina da presa riprende, pedinando i due protagonisti, sequenze che  si aprono e terminano con perfetta  continuità, ci troviamo di fronte insomma a un grande sguardo (linguaggio) cinematografico.

La pellicola ad esempio venne vista fuori d'Italia come un road-movie, il primo forse del genere in Italia,plateale infatti, il legame che viene vissuto con la strada nello svilupparsi della storia narrata. È la strada  il fulcro ove si sviluppa la vicenda dei due protagonisti ,il viaggio ripreso, pedinato sino al tragico finale,come la strada lo era stata per il disoccupato di De Sica(Ladri di biciclette)

Cortona e  Mariani se ne allontanano brevissimamente  ma ad essa fanno sempre ritorno ed è la strada la rappresentazione scenica di una nazione che si avvia velocemente alla fine di un sogno, quello del benessere collettivo e generalizzato che ha chiuso col passato (da culto, la sequenza del contadino che dice :Ma questa non corre?). In realtà il nostro Paese arrivava molto in ritardo a standard civili di tipo industriale e sul versante del costume era in materia di motorizzazione e non solo, tra i paesi più arretrati.(si pensi solo che le cinture di sicurezza, valutazione del Crash Test di un auto,insieme ad un senso critico sul consumo-ismo in generale, arriveranno nel nostro Paese molti ,molti anni dopo diversamente da altri Paesi industrializzati)

Il salto che l'autovettura compie nel vuoto, è forse il simbolo assoluto del Boom italiano. Il  giovane onesto ed ingenuo soccombe e il pericolo invece viene scampato dal cialtrone Cortona. Essi rappresentano due identità della nazione giunta ad un bivio della propria storia. La prima, quella legata a principi più riflessiva, verrà sedotta e morirà, nella fine di un sogno, lasciando campo libero alla seconda Italia, quella furbesca, individualista e amorale. È forse questa vena pessimistica, questa profonda sfiducia nell´uomo italiano, nelle sue reali possibilità, nella storia stessa della nostra nazione e questa critica dura morale al nostro costume, che ricollega il film a quel genere detto appunto commedia all'italiana,(Monicelli anzitutto) del quale è ritenuto da molti un capolavoro.

Qualche parola in più sui simboli che intorno alla strada si raccolgono, è la via Aurelia il percorso lungo il quale la vicenda si snoda, l'arteria  che esce da Roma e si dirige  verso le riviere di Fregene e dell'alto Lazio, è questa la strada che più di altre nel corso degli anni Sessanta ha rappresentato un mito collettivo  verso la vacanza, l'evasione, il benessere . L'Aurelia ha rappresentato una sintesi dell'immaginario sociale. Il suo percorso, partendo dal centro della città, attraversava dapprima i quartieri borghesi della capitale in crescita, sorti a ridosso del centro storico, sfiorava le borgate popolari  fatiscenti e correndo velocemente tra le ultime contrade agricole della bonifica laziale, raggiungeva le spiagge  della riviera o i piccoli centri di  Fregene, Santa Marinella e via via su sino a Capalbio, tra un fiorire di urbanizzazioni selvagge ed abusive. La civiltà che i protagonisti incontrano nel loro viaggio è quindi davvero uno spaccato trasversale di quella società romana che collettivamente si metteva in moto ogni domenica per celebrare il rito della festa, tra soste agli autogrill, lunghe code d'automobili e incidenti frontali.

Poi la mitica Lancia Aurelia B24 (nota l'analogia con la strada ) è un segno linguistico radicale. Nata nel 1956, rappresentava il prototipo di una idea di eleganza e raffinatezza ma ben presto si trasformò nelle mani di grosolani consumatori,nell'ideale dell'automobile aggressiva, potente, spesso truccata nel motore e negli allestimenti. In alcune scene del film la si scorge infatti in questa sua veste. La fiancata destra mostra ancora le lavorazioni di una officina da carrozziere, le riparazione non ancora riverniciate, le cicatrici che dovevano testimoniare le battaglie sostenute e vinte dall'auto e dal suo pilota. Dino Risi sceglie non casualmente una Lancia Aurelia poiché essa rappresenta proprio la corruzione di un'idea, quella fiducia nell'Italia del miracolo(un grande Design,come la Vespa,la Lambretta)) che proprio in quegli anni stava per finire, lasciando il posto ad una società divisa e contradditoria, nella quale solo i cialtroni opportunisti e i loro valori morali, come il Cortona, diventerrano i soggetti protagonisti di un benessere sociale.(nel 63 abbiamo la prima crisi)

La colonna sonora è curata da bravo maestro  Riz Ortolani mentre le scene più importanti del film vivono  su alcuni motivi musicali tra i più in voga in quel periodo: Saint Tropez Twist di Peppino di Capri, Guarda come dondolo di Edoardo Vianello,(quasi un cantore di quel periodo), Vecchio frac di Domenico Modugno. La trovata è pregnante,di grande impatto e comunicazione. La scena iniziale invece, quella nella quale Vittorio Gassman vaga con la sua spider in cerca di un tabaccaio aperto e di un telefono nella Roma deserta, è giustamente sottolineata da un commento musicale più nervoso che se da un lato accentua il surrealismo, d'altro suona come un cupo presagio di quello che sarà lo sbocco finale della vicenda.

Originariamente il soggetto era stato scritto per Sordi . Poi  Mario Cecchi Gori  spinse per affidare il ruolo del protagonista a V. Gassman. Il film non fu accolto con un grande successo di critica. Dino Risi racconta che alla prima erano presenti solo 50 persone. Il successo di pubblico arrivò lentamente grazie al passaparola degli spettatori che avevano assistito alla proiezione. Gli incassi successivi furono eccezionali, il film infatti costò una cifra superiore ai 300 milioni di lire e ne incassò poco meno di due miliardi. La consacrazione della critica arrivò solo in tempi successivi, dopo la metà degli anni Ottanta.

Il film uscì negli Stati Uniti con il titolo The Easy Life. Dennis Hopper, il regista del cult movie Easy Rider(uno dei film più validi della cultura giovanile del 68) si è ispirato a Il Sorpasso per scrivere il suo soggetto. Un film fondamentale per comprendere la nostra Storia.

Confrontando il film d Risi con Ladri di biciclette passando per Riso Amaro di De Santis abbiamo veramente un itinerario storico didattico, di tutto rispetto.

 

Come nella grande Commedia Italiana memorabili alcune battute: (da Wikipedia)

Me fa er 1326624 e chiede di Marcella? (Bruno Cortona per attaccare discorso con Roberto)

Porco Giuda! Sti cornuti! L'appuntamento era alle 11:00 e a mezzogiorno già so annati via. (Bruno Cortona)

Non habemus crikke! Desolamus! (Bruno Cortona risponde alla richiesta di aiuto che alcuni sacerdoti stranieri, rimasti con una gomma a terra, gli avevano rivolto in latino)

Pe' guidà è importante la posizione delle mani sur volante. Quattroruote consija le 3 meno venti, io preferisco le mezzogiorno e un quarto. (Bruno Cortona)

Chi è'stà cicciona?-Mia madre.-Perbacco! Bella donna! (Bruno Cortona commenta con Roberto alcune foto).

Da Amalfi a qui in due ore e mezza?!-Eh sì, me sò fermato dieci minuti per cambiare le candele! (Dialogo Roberto-Bruno)

Bibi? Ma che e', 'n pechinese? (Bruno Cortona - riferendosi al nomignolo con cui la figlia chiama il suo fidanzato ultracinquantenne).

Pare na cosa da niente... invece... ahò... c'è tutto: la solitudine, l'incomunicabilità... e poi quell'altra cosa, quella che va de moda oggi... l'alienazione, come nei film di Antonioni. (Bruno Cortona parla di una canzone di Modugno)

Io le tombe etrusche me le attacco al... (Bruno Cortona).

Il monte Fumaiolo lo metto dalle parti delle tombe etrusche (Bruno Cortona).

Sofia Loren la metto tra le tombe etrusche e il monte Fumaiolo (Bruno Cortona).

           

(1)Le scene iniziali , sono  girate nella zona  della Balduina, simbolo del boom economico. Gassman percorre  Via Luigi Rizzo, appena terminata per i giochi olimpici del 1960, poi Via Ugo Bartolomei, Via Appiano, Via Quinto Fabio Pittore, Via Eutropio, Via Ugo de Carolis, Largo Damiano Chiesa, Via Giuseppe Rosso, Via Della Balduina).Infine La sosta,  per bere ad una fontanella in Via Proba Petronia, quando si avvede del giovane( Trintignant) affacciato ad una finestra. (da Wikipedia)

                                                     Home  Lettere Cinema   Fotografia  Storia