La grande guerra, Di Mario Monicelli 1959

 

Regia: Mario Monicelli
Soggetto e sceneggiatura: Age, Scarpelli, Vincenzoni, Monicelli.

Con: Vittorio Gassmann, Alberto Sordi, Silvana Mangano, Folco Lulli, Romolo Valli, Mario Valdemarin, Nicola Arigliano, Tiberio Mitri, Tiberio Murgia, Ferruccio Amendola.
Musiche:N. Rota,G. Rotunno:Fotografia,Scenografia:Mario Garbuglia,Costumi:Danilo Donati


Il film, Leone d'Oro a Venezia ex equo con "Il generale della Rovere" di Roberto Rossellini,sembra ispirato al racconto "Due amici" di Guy de Maupassant valse ad Alberto sordi il Nastro d'argento.


Siamo in un ospedale militare pieno di richiamati, un giovane prestante e dall'accento settentrionale, Giovanni Busacca, attende il suo turno per la visita. Appare evidente che è poco desideroso di servire la patria, in guerra contro l’Austria,siamo infatti durante la prima Guerra Mondiale.

Busacca tenta (invano) di farsi esonerare raccomandandosi al soldato-infermiere Oreste Jacovacci, il solito romano imboscato. Si vengono a caratterizzare in questo modo alcuni aspetti della nostra Storia ,il Settentrionale apparentemente più colto e intrapendente che a tratti ripete slogan socialisti dell'epoca, il Romano lavativo ma in fondo simpatico, il tentativo di non andare in guerra che caratterizzò in modo tragico tanti soldati, Jacovacci in realtà non fa nulla per soddisfare la richiesta di Busacca anzi dopo essersi fatto pagare lo indica come individuo che deve partire dal tavolo dell’ufficiale medico

A questo punto


Ritroviamo Giovanni sul treno carico di soldati in partenza per la guerra; incontra per caso Jacovacci e furioso lo insegue per dargli una lezione, ma dopo il "chiarimento” i due finiscono per rappacificarsi. Concluso il breve ma faticoso ciclo di addestramento al combattimento, il reparto viene inviato al fronte, in una zona lontana dai combattimenti. E’ un periodo di relativa calma e c'è il tempo per adattarsi alla dura vita militare, l"ozio senza riposo" come qualcuno lo definisce, vivendo alla giornata: si imparano i trucchi per scansare gli incarichi pesanti o pericolosi, si impara a diffidare dei superiori. I disagi e le scomodità sono compensati parzialmente dalle amicizie che si stringono e dal cameratismo. Giovanni ha fatto amicizia con una bella donna, ma è l'unico a non sapere che è una delle prostitute "autorizzate" dal comando. Quando lo scopre ci resta male ma ciò non guasta il loro rapporto. La Mangano, prostituta dal cuore d'oro, è una nota che dà allegria e ingentilisce lo squallido panorama di morte.


Oreste e Giovanni sono ormai amici inseparabili e spesso tentano di imboscarsi ma vengono puntualmente beccati e assegnati a lavori pesanti. Un brutto giorno arriva l’ ordine di avanzare e e il reparto va in prima linea. Qui la vita è molto più dura: c'è il rischio continuo di essere uccisi, da un bombardamento, da uno dei tanti cecchini austriaci, durante uno dei tanti inutili assalti alle vicine linee nemiche. La casa del fante è la trincea, dove il fango, i pidocchi, il freddo e la fame sono i compagni inseparabili del fante. Ricordiamo il soldato che si fa leggere e scrivere le lettere dall'ufficiale(Romolo Valli),un aspetto poi divenuto documento storiografico e anche linguistico in riferimento alle tante regioni che parteciparono alla guerra. Boldrin (F.Lulli) che tiene famiglia e per guadagnare qualche soldo va in prima linea al posto degli altri  per pochi centesimi.Significativa la sequenza di Sordi e Gassman che dopo aver fregata la colletta patriottica ,regalano la somma alla moglie del  povero Boldrin che non sa della morte del marito.

L’incarico più temuto e rischioso è quello di andare a far saltare i reticolati nemici con i tubi di gelatina; molti ci lasciano la pelle. Durante le drammatiche e caotiche giornate di Caporetto(Sconfitta tragica dell'esercito italiano cui seguirono aspre polemiche) i due vengono inviati con un incarico importante al comando, dislocato a 6 Km di distanza in una fattoria. Conclusa la missione è notte e piove a dirotto. I due per non fare il cammino di ritorno sotto la pioggia, decidono di trascorrere la notte nella stalla. Il risveglio è brusco e sgradevole: sentono voci che parlano tedesco. Poco dopo vengono catturati dai soldati austriaci in un maldestro tentativo di fuga con indosso cappotti austriaci. Condotti al cospetto di un ufficiale altezzoso e sprezzante vengono interrogati ma si rifiutano di fornire ulteriori informazioni, in cambio della vita, sulla dislocazione di un certo ponte di barche italiano, che Oreste incautamente si è fatto scappare di bocca. Accusati di essere spie vengono fucilati uno dopo l'altro. Nel frattempo l'offensiva austriaca è stata bloccata e le truppe italiane vittoriose passano accanto alla fattoria dove giacciono ancora per terra i corpi dei due malcapitati. Considerati "lavativi" in una battuta finale del film ,termine con il quale in modo dispegiativo la cultura nazionalista e in parte gli alti comandi indicavano una parte dei soldati,specie dopo le sconfitte.


Nel '58 era uscito "Orizzonti di gloria" di Kubrick, che aveva impressionato tutti. Ispirato forse da questo film lo sceneggiatore Vincenzoni scrisse "Due eroi", una storia sulla guerra che fu accolta bene dal regista e dal produttore De Laurentis. Quando si seppe che si voleva fare un film comico sulla Grande Guerra alcuni giornali aprirono il fuoco delle polemiche con le solite accuse di antipatriottismo, le associazioni di reduci protestarono vivamente e l'Esercito non gradiva la sceneggiatura. Questo perchè in Italia le cose militari, e in particolare la Grande Guerra sono tabù; guai a toccare il mito della Vittoria. Da questo punto di vista una vera e proprio continuità con il Fascismo. Concluse le polemiche, pare con un intervento "diplomatico" di Andreotti sui riottosi ufficiali dello Stato Maggiore, il film potè essere girato parte nella zona di Udine e parte vicino a Roma.

Monicelli dirige un film antiretorico , senza togliere nulla al sacrificio e al valore dimostrati dai nostri soldati, mandati a combattere una guerra in cui non si riconoscevano. La coppia Sordi-Gassmann, che pure ha dato una prova ottima, in realtà è protagonista all'inizio e alla fine perchè i veri protagonisti sono i soldati.

Nessun film italiano ad eccezione di Le Scarpe al sole di M.Elter del 1935 , aveva mai affrontato prima di allora questo importante momento della nostra storia. Seguirà poi "Uomini contro" di F.Rosi

Si voleva che il ricordo della guerra rimanesse indelebile come momento di una grande vittoria conseguita grazie alle capacità delle gerarchie militari. Si temeva che nelle intenzioni della produzione ci fosse quello di evidenziare verità scomode sulla incapacità e sull’insipienza delle gerarchie militari che infatti portarono alla disfatta di Caporetto.i


Nonostante la presenza di due attori comici così famosi che poteva far pensare a un film tutto centrato sulle loro abilità istrioniche il film ha un impianto corale dove si muove una moltitudine di soldati che combattono una guerra nella quale non credono e della quale faticano a capire le motivazioni.Nel film troviamo diversi Caratteristi che hanno fatto la storia del nostro cinema(T.Murgia, F.Amendola) Il mondo che esce è quello di una umanità mai cialtrona
(Ricordimo quando i due eroi incontrano i tedeschi vicino al fuoco e in pratica non riescono ad ucciderli o almeno solo dopo che avessero bevuto il caffè,visti cioè come simili nella condizione a loro due) che seppure con scetticismo obbediva sempre agli ordini, con i propri pensieri più rivolti alla famiglia e ai campi abbandonati piuttosto che al desiderio di coprirsi di gloria. Il film è un mirabile esempio  di antiretorica, retorica che è  difficilmente separabile dalle iniziative militari di qualsiasi tipo,da questo punto di vista il film e sulla scia della grande commedia internazionale(1).

La Grande Guerra, restituisce un esemplare ricostruzione dei fatti storici ( Caporetto) e consegue un miracoloso equilibrio tra il comico, il tragico , l’ironico e il grottesco. Sordi dimostra di essere un grande attore anche drammatico e questo film lo collocherà definitivamente ai vertici tra i grandi attori ,Gassman non gli è da meno

1) Ricordiamo che anche Chaplin nel Grande Dittatore, ironizza sugli eroi antifascisti che devono decidere chi spedire in una pericolosa impresa ,vedi la Seq. del tavolo in cui Charlot ingoia la pallina? che doveva designare l'eroe in modo da non essere coinvolto nell'impresa