FOTO DI L.W.Hine                                

     Lewis W. Hine      

Lewis W. Hine nasce il 26 settembre 1874 a  Oshkosh nel Wisconsin, muore nel 1940-alcune fonti danno il 44, ebbe da ragazzo una lunga esperienza  di lavoro in fabbrica , successivamente frequentò  le Università di Chicago e di New York e si laureò in Sociologia.

Hine è ricordato come un grande fotografo-sociale che documentò con fotografie memorabili la condizione dei lavoratori nei  primi del  novecento sino a tutti gli anni trenta -vale a dire durante ''La Seconda rivoluzione Industriale'', in particolare il lavoro minorile e la condizione degli emigranti ,molti italiani ,che arrivavano negli Stati uniti.

La sua fotografia è un caso tipico di lavoro sociologico fatto con l'ausilio dello strumento fotografico, che poi col tempo diventa patrimonio e documentazione storica.

Inizialmente Hine  iniziata la carriera di professore di Sociologia nel 1898 infatti ottiene una cattedra all’Ethical Culture Association di New York City, decise di utilizzare la fotografia per  rendere più efficace il suo insegnamento, ma abbandonò presto questo lavoro, almeno sul piano formale (poichè nella sostanza egli forse rimase sempre un sociologo ) per dedicarsi a tempo pieno alle foto.
Famoso il suo impegno nella lotta contro la tragedia  del lavoro minorile che ancora ai primi del novecento era vivo e fiorente negli Stati uniti, Hine era  spinto  anche dal desiderio di mostrare che  le aspettative che il nuovo mondo aveva  fatto intravedere a milioni di esseri umani ,  spesso erano solo sogno

Nel primo decennio del secolo quindi  Hine concentrò la sua attenzione sugli immigrati che sbarcavano a migliaia ad Ellis Island, ed è forse a Ellis Island  che trova lo spunto per iniziare, nel 1905, a interessarsi alla fotografia come strumento di denuncia e di documentazione.

Immigrati che seguiva poi nelle loro squallide abitazioni, entrando nei luoghi miserabili del loro lavoro, gettando uno sguardo carico di simpatia sui giochi dei loro bambini in mezzo alla spazzatura ed ai relitti umani che affollavano le strade dei bassifondi della città di New York.

E' proprio questo mondo di promesse tradite e di aspettative disattese che Hine cercò di mostrare, documentandolo in tutta la sua crudezza ed il suo squallore, ma sempre con un occhio affettuoso verso i soggetti ritratti, sempre con una capacità di sintesi, dovuta sia alla sua formazione culturale ma anche alle sua sensibilità di vero artista.

Fin dai tempi di Hine la Fotografia poneva un problema circa la correttezza o meno di presentare facce, situazioni ,identità dolori e sofferenze attraverso le foto ad un pubblico indistinto, si rispettava o meno le persone fotografate?.Lo spirito di Hine era moralmente integro , non vi era ''scoop'' diremmo oggi ,ma il problema si poneva allora come oggi ,non tutti i ''casi umani'' vengono presentati con spirito disinteressato.

Perfettamente conscio del valore soggettivo delle proprie fotografie, egli riteneva, a ragione, che esse portassero in se una carica dirompente, capace di suscitare sdegno e desiderio di cambiamento in una società basata quasi esclusivamente sullo sfruttamento dei più umili e dei più diseredati.

Forte della sua preparazione culturale si mosse sempre con disinvoltura in questo difficile mondo dell'emarginazione e le sue immagini non contengono mai inutili orpelli.

Si può senz'altro far riferimento al suo lavoro come al primo esempio di Footografia  storico-sociale: egli stesso definiva le sue immagini delle "fotointerpretazioni" e le pubblicava come dei "documenti umani e sociali''.

Le immagini dei bambini, fuori e dentro le fabbriche, realizzate per conto del National Child Labor Committee, quelle stesse immagini che seppero attrarre l'attenzione degli americani sullo sfruttamento del lavoro minorile e che riuscirono a far votare alcune leggi fondamentali a protezione dei minori, sono molto spesso di una incredibile bellezza formale, elemento questo che, non essendo mai fine a se stesso, nulla toglie alla forza informativa legata alle loro implicazioni sociali.

Tra il 1908 e il 1918, Hine riuscì a produrre una documentazione incredibile, spesso fingendo di essere un assicuratore o un fotografo industriale, un venditore di cartoline e perfino di Bibbie, per riuscire a entrare nelle fabbriche e nelle miniere dove erano occupati i bambini.Bambini che sono soggetto di denuncia protagonisti

L'occhio di Hine d'altronde non si rivolse mai esclusivamente agli aspetti negativi della realtà che lo circondava: nato nelle campagne del Wisconsin, egli portò sempre dentro di se, pur vivendo in una grande metropoli, quel senso di stupore e quel rispetto per la grandezza della natura che caratterizza appunto coloro le cui radici affondano spesso in un ambiente rurale-come tanti emigranti

La tecnica usata è semplice: fa posare i bimbi di fronte agli enormi macchinari in maniera tale da far evidenziare il più possibile la tenera età e gli innumerevoli rischi a cui erano sottoposti quotidianamente. da questo lavoro  ottiene ampio riconoscimento. In seguito alla pubblicazione delle fotografie iniziano legislazioni per la regolamentazione del lavoro dei minori.

E’ un successo in campo sociale ed è un successo per la Fotografia.

Nel finire degli  anni Venti, Hine cominciò a realizzare una serie di fotografie che chiamò "Work Portraits".

In questo quadro,che porterà anche alla pubblicazione del libro Men at Work, si colloca la serie di fotografie sulla costruzione dell'Empire State Building.  I lavoratori restarono sempre il tema preferito di Hine e, perfino quando, negli anni trenta, il processo produttivo sembrava essere stato completamente trasfigurato dall'avvento di nuove tecnologie, Hine con i suoi Work portraits, ritratti caratterizzati dalla compresenza di uomo e macchina, sostenne con veemenza nel suo lavoro ciò che definiva 'il lato umano del sistema'.                     

E' del 1930-31 la documentazione delle fasi costruttive dell'Empire State building.

Non è assente in queste foto un certo senso di retorica per la ''Tecnologia imponente che avanza''.

Ciononostante nelle immagini di Hine il documento acquista importanza e consistenza unicamente per la presenza dell'uomo. Nell'immagine intitolata suggestivamente Icarus, divenuta emblema del lavoro di Hine, è la figura umana che, sfidando la legge di gravità e reggendosi a un cavo d'acciaio, sostiene tutto il peso dell'inquadratura.

Famosissima ''Lunchtime'' foto degli operai che mangiano su di una trave diventata poi col tempo un famoso ''Poster''

Nel 1918 intraprende un viaggio in Europa per documentare, su richiesta della Croce Rossa Internazionale, la situazione dei paesi del Vecchio Continente devastati dalla Prima Guerra Mondiale.  Celebri sono la sue fotografie degli operai sospesi nel vuoto su fino al 102esimo piano, altezze da cui nessuno mai aveva scattato fotografie di operai al lavoro.

Per completare questo lavoro, Hine si fece issare da una gru e, restando sospeso nel vuoto, documentò il fissaggio dell’ultima vite dell’edificio.Continuerà a lavorare poi per la croce rossa, un suo rimpianto forse il non essere riuscito a collaborare con la FSA

I lavori di Hine sono internazionalmente riconosciuti come uno strumento del più moderno mezzo di denuncia fotogiornalistico e trovano ampio spazio nelle sale dell’International Museum of Photography e negli archivi della Library of Congress.

 

(pubblichiamo alcune  foto solo a fini didattici -si possono trovare sui siti:)

http://www.historyplace.com/unitedstates/childlabor/index.html

http://www.masters-of-photography.com/H/hine/hine.html

http://photography.about.com/library/weekly/aa110501a.htm

con LINK all'Archivio di G.Eastman uno dei padri dell'Industria fotografica