Gaspard-Felix Tournachon, pseudonimo Nadar, nasce a Parigi(Lione?) il 5 aprile 1820.

E’ annoverato tra i pionieri della fotografia. Il suo studio fotografico renderà la prima diffusione della fotografia qualcosa di leggendario

Il suo debutto è all'insegna della creatività scapigliata(bohème):redattore di giornali,autore di romanzi di poco successo,caricaturista,pittore,poeta, soltanto negli anni '50 la sua vena migliore si fa strada: caricaturista per riviste umoristiche, sforna una quantità incredibile di litografie, dove i tratti dei personaggi sono trasformati con bonomia.

Da queste caricature nasce l'idea di una grande litografia comprendente oltre trecento ritratti di glorie contemporanee: pittori, letterati, scienziati, musicisti. E' il "Pantheon Nadar" che uscirà nel 1855.Una seconda edizione si ebbe nel 58 con l'utilizzo probabilmente più marcato della Fotografia che unita alla sua abilità di disegnatore caricaturista del viso umano arriva a risultati sorprendenti.Insieme al fratello illustrò anche il lavoro di un medico -neurologo che lo portò ancora ad approfondire le facce umane.

Tuttavia, il suo incontro con la fotografia avvenne quasi per caso, nel 1854, quando si trovò, per l’ennesima volta, a dover soccorrere il fratello minore Adrien, volitivo e inconcludente, in gravi condizioni economiche,fratello che viene invitato a prendere lezioni di Fotografia per migliorare le proprie condizioni economiche.

Per l'enorme lavoro che il Pantheon comporta, Nadar si servirà quindi lentamente sempre più della fotografia.

Il passaggio all'attività di fotografo (nel '53 ha aperto uno studio in rue Saint-Lazare) avviene poco alla volta, come se quello che diverrà uno dei maggiori fotografi dell'800 e in assoluto della storia non credesse alla fotografia, nuova arrivata nel novero delle arti.Nel 1860 grazie al successo aprirà un nuovo studio in Boulevard des Capucines una zona più alla moda,dove i Fratelli Lumiere faranno poi le prime proiezioni cinematografiche.

Del nuovo strumento tecnico per riprodurre immagini Nadar con estrema scioltezza e rapidità, ne assimila gli aspetti tecnici e estetici.Quasi subito i suoi ritratti rivelarono quel senso della luce e quell'intelligenza  del soggetto che fa delle sue fotografie capolavori di autenticità espressiva e di sapienza poetica.Almeno nella prima parte della sua produzione,nella seconda la ''messa in posa'' sembra molto stereotipata e convenzionale.

Nadar si confronta, ed è il primo a farlo, con l’oscurità dei sotterranei(Fogne,Catacombe) parigini, illuminati dalla luce artificiale (un  suo brevetto), una scelta rappresentativa di uno dei temi ricorrenti dell’epoca(Il Ventre di Parigi).

Il fratello quindi per superare la situazione di crisi,viene mandato a lezione dal fotografo Gustave Le Gray, e, successivamente. gli viene messa a disposizione l’apparecchiatura fotografica, acquistata anni prima da un amico e poi riposta e dimenticata in soffitta. In questo frangente Nadar stesso prese lezioni di fotografia da Bertsch e Arnaud,fotografi dell'epoca, e aprì un piccolo atelier, all’ultimo piano della casa in cui viveva.

Inizialmente i fratelli lavorarono insieme e, nel 1855, presentarono all’Esposizione Universale la serie fotografica che ritrae il mimo Charles Deburau, vincendo la medaglia d’oro. Questo riconoscimento causò la rottura dei rapporti tra i due, dal momento che Adrien, ormai sicuro del successo, allontanò il fratello, e proseguì da solo la sua  carriera fino alla rovina.
Ma Nadar non abbandonò la fotografia, e continuò a coltivarla con slancio  maggiore, anche a causa delle significative restrizioni imposte alla satira da Napoleone III, che costringevano e mortificavano la sua attività di caricaturista,Nadar aveva contrastato l'avvento di Napoleone III proprio attraverso un giornale Satirico la "Revue Comique".

Egli fu amico del rivoluzionario L.Blanc ed espresse più volte le sue opinioni progressiste,dopo la Comune di Parigi si salvò miracolosamente dalla galera (con Palloni Areostatici aveva favorito i collegamenti della capitale assediata) e aiutò molti vecchi amici rivoluzionari,questa esperienza lo rovinò economicamente, Nadar  abbandonò il suo studio per uno più modesto.Da quel momento non raggiunse più alti livelli di creatività fotografica molto del lavoro era passato al figlio Paul nato dal matrimonio con Ernestina Nadar nel 1855, anche lei sua collaboratrice,sarà poi difficile distinguere i lavori veri e propri del padre e del figlio

La fotografia era per Nadar un universo dalle molteplici possibilità ancora tutte da sperimentare, sebbene non ancora considerata una vera e propria forma d’arte, e addirittura guardata con disprezzo e timore da artisti e letterati, tra cui anche Baudeaire che la definì “vile ancilla”(Anche per il fatto che molti aspiranti pittori passarona alla fotografia incapaci di disegnare)


Nadar si innamorò della macchina fotografica e iniziò a immortalare tutto e tutti. Inizialmente si dedicò soprattutto ai ritratti; fotografò amici, artisti, attori, letterati, col suo occhio, da eccezionale caricaturista quale era, attento e capace di catturare l’essenza della persona, la sua interiorità psicologica. Amava conversare con le persone che ritraeva, facendole sentire completamente a loro agio, studiava la luminosità, donando ai suoi ritratti una spontaneità mai vista prima. La curiosità lo spinse oltre: nel 1858 Nadar scattò la prima foto aerostatica, frutto di mirabolanti avventure che diedero spunto al personaggio Andar, protagonista di Dalla Terra alla Luna di Jules Verne.(ebbe anche un rocambololesco incidente salvandosi per miracolo)

Lo studio di rue Saint-Lazare ha una luce laterale che cade sugli oggetti come velata, capace di passaggi di tono densi e insieme sottili, senza contrasti, così da rendere un senso di atmosfera quasi magica.

Il successo è enorme: tutta la società parigina, e non solo quella, passa nello studio di Nadar. Il quale, irrequieto, inizia una serie di esperimenti innovatori in parte citati: l'impiego della luce artificiale e la fotografia aerea con un pallone aerostatico. Riprende così una serie di fotografie di Parigi e nella stessa città scenderà con la macchina nelle fogne e catacombe, sfruttando batterie a pila, in un viaggio che è tra i più ''romantici'' che ci siano stati tramandati.

E’ l’autore di numerose immagini che raffigurano i personaggi emergenti della cultura francese del periodo. Ha scattato infatti primi piani a Baudelaire, Delacroix, Emile Zola, Rossini,Verdi ecc. Il suo studio, durante la seconda metà dell’Ottocento, diventa un punto di incontro per gli artisti emergenti parigini e nel 1874 ospita la prima esposizione degli ancora sconosciuti Impressionisti con quadri di Cézanne, Pissarro, Monet e altri.

Con Nadar e grazie a lui abbiamo i Ritratti di grandi personaggi dell'epoca,la Fotografia comincia a lasciare documenti nuovi per lo storico

Nadar è una figura fondamentale per la fotografia dell’epoca , oltre a essere stato uno tra i primi a sostenere questa forma d’arte e comunicazione, è una persona dai mille interessi. 

Nadar conosce molto bene la vita sociale e i personaggi influenti della Parigi dell’epoca e riesce a far avvicinare la nuova forma d’arte a discipline artistiche ben più affermate.

Rimangono alcune sue pubblicazioni ''Les Memories du Geant'' (le memorie del gigante)sulle sue esperienze ''acrobatiche'' con il volo e sullo stesso argomento ''Les Droit au Vol'' (il diritto al volo)-con il volo si diceva Nadar eleva la ''Fotografia all'altezza dell'arte''-

Nel 1900 viene pubblicato il suo testo più noto e più importante ''Quando ero fotografo''(Quand j'etais photographe) un libro interressante e ricco di annotazioni di valore artistico,ricordiamo ancora il testo ''Baudelaire Intimo'' i ricordi di Nadar sul grande poeta francese un libro ancora oggi interessante.infine un testo di ricordi sulla Comune di Parigi

La produzione di Nadar è enorme forse più di 450.000 negativi su lastre di vetro -proprietà dello stato francese nel 1951-si dividono in una parte privata ,dei soggetti ritratti ,spesso persone, e una seconda parte che poteva essere prodotta liberamente, è presente anche un numero notevole di lastre al collodio e alla gelatina di bromuro d'argento ,apparso nel 1880 e usato poco da Nadar fedele invece al collodio.Un patrimonio enorme da studiare e approfondire molte delle considerazioni dell'epoca sulla Fotografia sembrano simili a quelle che ascoltiamo oggi su digitale e il fotoritocco , un eterno ripetersi di giudizi ogni qualvolta abbiamo di fronte un cambiamento tecnologico.Giudizi spesso critici e nostalgici ,Nadar ebbe il merito di immergersi totalmente nel nuovo mezzo scoprendo le enormi possibilità in esso contenute, intellettuale emblematico dell'epoca,l'essere diventato un personaggio di un romanzo di Zola è indicativo dell'immagine lasciata ai posteri

Le fogne di Parigi Le Catacombe..

Fanno parte di quel gruppo di immagini che ha come soggetto il Ventre di Parigi, fogne e  catacombe Nadar si confronta, ed è il primo a farlo, con l’oscurità dei sotterranei parigini, illuminati dalla luce artificiale , una scelta rappresentativa di uno dei temi ricorrenti dell’epoca: gli ambienti sotterranei parigini, non visitabili ai più, erano già stati ampiamente descritti dalla letteratura contemporanea, ed in particolare giocano un ruolo importante ne ''I miserabili di'' Victor Hugo.
Se con gli uomini Nadar è stato tanto bravo da portarne sulla pellicola una rilassata spontaneità,una descrizione espressiva del viso(il Ritratto si diceva) con le gallerie sotterranee e la luce artificiale, è riuscito a massimizzare la qualità del bianco e nero. Gli spazi funzionali che ritrae parlano di poesia del volume, di arte della costruzione; descrivono una città, la sua fisicità ed i suoi vuoti, come forse nessuna foto in superficie potrebbe fare.

Nadar con queste foto esprime molto bene la sensibilità Positivista e Naturalista dell'epoca,in Nadar personaggio ed opera sono proprio il segno della Parigi tra Naturalismo e Impressionismo

Ricordiamo il Romanzo di Zola ''Il Ventre di Parigi e il già citato romanzo di V.Hugo di ambedue gli scrittori Nadar ci ha lasciato foto di grande espressività-

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