Georges Méliès    (1865-1938)      


 per alcuni film di G.M. vedi alla fine del doc.

                 


Georges Méliès  morì nel 1938 Credendo che appena una dozzina di
frammenti fosse tutto quel che era rimasto della sua miracolosa esplosione creativa del periodo 1896-1912, durante il quale egli scoprì  praticamente da solo, tutto il potenziale artistico e tecnico  del nuovo mezzo d'espressione.

Mezzo nel quale aveva creduto fin dalla prima proiezione dei Lumiere Con il trascorrere degli anni, sua nipote Madeleine - cresciuta al fianco di Méliès e di sua moglie dopo la morte della madre - si dimostrò sempre più decisa a salvare quel che era rimasto dell'opera del nonno.

Circa quarant'anni fa, all'inizio della sua opera di ricerca, Madeleine Malthête Méliès considerava il traguardo di 60 titoli come qualcosa di impossibile da raggiungere, ma gli sforzi suoi e dell'Association des Amis de Georges Méliès avrebbero avuto esiti ben superiori alle aspettative. Nel dicembre 1999 il duecentesimo film di Méliès ha ritrovato la luce grazie alla cugina di Madeleine, Marie-Hélène (nipote del figlio di Méliès, André), al Gosfilmofond di Mosca.


Gran parte  dei film prodotti durante l'epoca del muto è andato perduto per sempre. Ma esistono ancora i miracoli, e la saga della riscoperta dei film di Georges Méliès è stata ed è tuttora una delle più esaltanti avventure nel fenomeno di riscoperta del patrimonio cinematografico. La stessa biografia di Melies ci dice molto sull'origine del cinema, sui legami che intercorrono tra la nuova invenzione e il mondo della ''Magia'' e dell'Illusionismo.

Scopriamo così piano piano un patrimonio inestimabile sulle origini del cinema


 
Georges Méliès 

Nasce a Parigi da  famiglia di fabbricanti di scarpe, fin da bambino è attratto dal mondo dello spettacolo.
Nel 1884 parte per Londra, dove lavora come commesso in un negozio di busti e comincia a frequentare i teatri di magia. Conosce David Devant, prestigiatore dell' Egiptian Hall, e sotto la sua guida compie il proprio apprendistato da illusionista.

Nel 1885 torna a Parigi e inizia a esibirsi nei teatri di magia con numeri di prestidigitazione. Negli stessi anni lavora anche come attore e il suo nome compare come caricaturista sul giornale satirico La Griffe, pubblicando vignette e articoli sotto lo pseudonimo di Geo Smile.
Nel 1888 acquista il teatro Robert -Houdin e ne assume la direzione, ne amplia il repertorio creando nuove "fantasmagorie" e adatta scenografie e macchine di scena introducendo proiezioni con la lanterna magica, nuovi effetti di luci e cartoni per ombre cinesi.

La piccola sala in pochi anni diviene una delle maggiori attrazioni parigine e si trova a pochi passi da altri due luoghi storici della nascita del cinema: il Musée Grévin, dove si proiettavano pantomime luminose, e il Grand Cafè dei fratelli Lumière.

            il Teatro di Melies,locandina


Nel 1895 è invitato dai fratelli Lumière alla presentazione del cinematographe: entusiasta subito si offre di acquistarne un esemplare.


Di fronte al rifiuto degli inventori si procura un proiettore inglese, su modello di Edison, e alcuni film per
Kinetoscope(macchiana per proiettare di Edison,in concorrenza con quella dei Lumiere detta Cinematografo,inizialmente di migliore qualità tecnica). Con qualche difficoltà riesce a migliorare i propri strumenti e a sostituire nel teatro i numeri di magia con la "magica" proiezione di film di cui si improvvisa produttore, scenografo, regista e attore.
Nel 1897 crea a Parigi un laboratorio di sviluppo e costruisce nella proprietà di famiglia a Montreuil-sous-Bois il suo studio, che fungerà da teatro di posa: una specie di grosso capannone metallico ricoperto di vetri smerigliati e trasparenti,una ''serra'' che sarà poi ampliato secondo le esigenze scenografiche più diverse.
Nel suo studio vengono girati fino al 1913  centinaia di''film'' ,che avranno immediato e sorprendente successo in tutto il mondo, tanto da non riuscire a coprire l'intera domanda di mercato. I film di Méliès iniziano così ad essere copiati da altri produttori, specialmente in America.(
Degli agenti di Thomas Edison corruppero il proprietario di un teatro a Londra per ottenere una copia di Viaggio nella Luna. Edison stampò centinaia di copie per proiettarle a New York, senza pagare nulla a Méliès).
Per ostacolare la diffusione all' estero di film contraffatti illegalmente Méliès introduce su ogni fotogramma il marchio della propria casa di produzione, la Star Film, e deposita una copia di ogni pellicola presso la Biblioteca del congresso di Washington, dove si trovano tuttora.

Nel 1903 crea una filiale della Star Film a New York, diretta dal fratello Gaston. Nei laboratori annessi all'ufficio vengono duplicati i film per il mercato americano dagli originali francesi.

Nel 1909 viene eletto presidente del primo Congresso Internazionale della Camera degli Editori di Film. Si decide l' unificazione del formato della pellicola e la perforazione secondo gli standard della Star Film,  l'industria di Méliès rimane però artigianale e lontana dai sistemi di produzione delle multinazionali del cinema che proprio in quegli anni nascevano.

Dal 1912 l'attività commerciale di Méliès subisce il definitivo tracollo:

I film di Melies vengono tagliati e modificati dai concorrenti  per renderli più dinamici e moderni. Gli originali vengono ormai considerati anacronistici e inadatti al gusto del pubblico.   

Nel 1914 scoppia la prima Guerra Mondiale: il teatro Robert-Houdin viene requisito, e la distribuzione internazionale fortemente ostacolata.

Il fratello non gli sarà di grande aiuto ,sperpera i capitali  della filiale americana nella produzione di mediocri film western sino ad acquistare un ranch al confine con il Messico e ancora in una spedizione in Asia ,( Gaston partirà con la moglie e un cameramen in barca, toccando Bora Bora, Thaiti, l'Australia e il Giappone)molte delle pellicole però risulteranno irrimediabilmente rovinate dal clima tropicale e dal viaggio.

Nel 1914 Méliès abbandona il cinema e converte gli studi di Montreuil in un teatro a conduzione familiare.

Nel 1923 è costretto a vendere i suoi beni: cede la proprietà di Montreuil e tutti gli oggetti di scena : una surreale "accozzaglia"(oggi di grande valore) di oggetti più disparati: aeroplani, palloni, dirigibili, locomotive, scale, mobili di ogni tipo, rocce, maschere, cieli stellati e costumi di ogni tipo. Il suo studio verrà demolito nel 1945.

Nello stesso anno anche il teatro Houdin viene requisito e demolito per la costruzione del nuovo Boulevard Haussman. Non sapendo più dove immagazzinarli , distrugge molti dei propri film.

Nel 1925 ottiene in gestione un chiosco di dolciumi e giocattoli alla stazione di Montparnasse.

Nel 1925 un giornalista di una rivista cinematografica  lo incontra al chiosco ed il proprietario di un cinema ritrova alcune pellicole abbandonate nei magazzini di un centro commerciale.

Méliès viene riportato alla ribalta: vengono riproiettati i suoi film restaurati e colorati, i giornalisti e i curiosi si affollano davanti , in suo onore si organizzano banchetti e galà, riceve dal Governo la legione d' onore.

Nel 1932 i sindacati del cinema gli conferiscono una pensione, e lo ospitano in una casa di riposo per artisti. Nel 1932 recita in alcuni spot pubblicitari. Pian piano però la sua opera viene riscoperta e salvata dall'oblio: nel 1931 era stato insignito della Legion d'Onore, direttamente dalle mani di Louis Lumière; nel 1932  sempre il sindacato  gli procura una casa a Chateau D'Orly.

Muore nel 1938, e viene sepolto al cimitero di Père Lachaise a Parigi.

 

Espertissimo in trucchi e macchinari Melies  era affascinato dalla magia del nuovo strumento, si mise subito in concorrenza con i Lumière, dapprima adottando la loro concezione di riproduzione di taglio prevalentemente documentaristico, poi(dal 1899) volgendosi decisamente verso i soggetti fantastici.
Nel suo teatro di posa di Montreuil studiò nuove tecniche, dalla sovrimpressione alla dissolvenza, da un primo rudimentale  montaggio alla ripresa al rallentatore, abbandonando quindi gli esterni (e il realismo) per l'assemblaggio in studio di fantasie fiabesche; il teatro Houdin, dove venivano proiettate le sue pellicole, divenne il tempio della finzione.  

Semplici minuziose e rigorose le sue ricostruzioni (per lo più disegnate o modellini, miniature ricopiate) di ambienti immaginari si sposavano a meraviglia con le storie attente a sogni e leggende secolari: dalla favolistica per l'infanzia , dal romanzo d'avventura ,La conquête du Pole, (in cui gli esploratori si imbattono nel gigante delle nevi), dal romanzo di fantascienza (Le voyage dans la lune, al Le voyage à travers l'impossible) Dal 1902 al 1904 i suoi film pullulano di assurdi, in cui gli oggetti si animano di una follia comica, oppure lo spazio è intriso di visioni oniriche, (sogno) escursioni nel campo della prestidigitazione, intermezzi quasi fra una tappa e l'altra dell'avventura e squisiti esercizi di nonsense calligrafico(preciso)


I suoi capolavori sono i viaggi fantascientifici su sfondi lussureggianti, in cui Méliès può sbizzarrirsi per quel che concerne sia la sceneggiatura sia la scenografia.
Gli astronomi che giungono a bordo di un razzo sulla luna (Viaggio sulla luna) scoprono un mondo invernale popolato di seleniti e di giganteschi funghi; oltre alla descrizione delle meraviglie lunari il film si basa sulla suspense dell'avventura (gli uomini catturati dai seleniti, fuggono portando sulla Terra un esemplare di selenita e poi compiono delle peripezie sui fondali oceanici) e sul sogno centrale, in cui sfilano pianeti e firmamenti impersonati da uomini e donne in costume. Il pubblico rimase sconcertato nel vedere proiettare qualcosa che non era mai accaduto. Il film era molto più lungo del normale ed erano tante le trovate che vi erano fusi due o tre Verne.

Il viaggio nell'impossibile, è invece verso il sole, ed è diretto con uno spirito più comico, quasi auto-parodistico: l'astronave è un treno volante che viene lanciato da una montagna come da un trampolino. sul sole gli astronauti finiscono dentro una ghiacciaia, al ritorno precipitano come al solito nell'oceano da dove un'esplosione li catapulta di nuovo nello spazio.

Ma in entrambi i film la trama è solo un pretesto per i funambolismi della regia.

Méliès inventò la messa in scena, con i Lumiere il cinema creava diremmo oggi dei reportage; (così gli imitatori dei Lumière), treni a vapore, signorine a passeggio , bambini sorridenti ripresi dal vivo, (scene di vita quotidiana) Méliès giunse come l'eretico e il ciarlatano, coi suoi mostri e i suoi pionieri dello spazio, con i suoi mondi fantastici; imparò e insegnò a violare la logica della concatenazione delle azioni, a riprodurre i sogni piuttosto che la realtà (celebri le stravaganze della testa decapitata). Fu il primo a concepire il film come una successione di fotogrammi adiacenti e non soltanto come una copia carbone della scena filmata. Manca però una grammatica del cinema ,manca il montaggio. Il mago di Montreuil fu soprattutto un creatore di giocattoli, che poi faceva muovere in un contesto mutuato dal teatro  (per esempio il volto ammiccante della luna), dalla prestidigitazione, dai giornali illustrati (p.es. il calendario astrologico) a cui dava vita con il suo ampio repertorio di trucchi. Méliès giunge al suo massimo virtuosismo quando usa il cinema stesso, il singolo fotogramma, come oggetto ludico(per giocare). (ricordiamo che sono film di pochi minuti-viaggio sulla luna arriva a 15 minuti, le pellicole  erano comprese tra i 15 e i 25 metri di lunghezza)


Méliès diede un grande contributo al linguaggio registico, l'insieme delle tecniche mediante le quali il regista può rappresentare la finzione,arricchendolo con un suo linguaggio personale, appunto i giochi mossi da trucchi.

In uno dei suoi film  'l'esecuzione della regina di Scozia' (ripreso anche ne L'Escamotage d'une Dame)  

   L'Escamotage d'une Dame-foto di uno dei trucchi

SI VEDEVA UNA DONNA TRASFORMATA IN SCHELETRO E POI DI NUOVO RESTITUITA NELLA SUA INTEREZZA, ,PER OTTENERE L'EFFETTO MELIES  FERMAVA LA MACCHINA ,SOSTITUIVA LA DONNA CON LO SCHELETRO ,GIRAVA, RIFERMAVA LA MACCHINA RIMETTEVA LA DONNA A POSTO DELLO SCHELETRO E RIFILMAVA-  

Altro trucco venne in mente a Melies per puro caso ,la macchina gli cadde per terra e la pellicola spezzandosi divide in due la scena del mago che deve fa sparire una donna,staccando in due pezzi la sequenza degli attori si poteva ottenere l'effetto del mago che con dei gesti fa sparire la donna, che viene tolta dalla pellicola.

Melies usò anche tra i primi la Dissolvenza in molti dei suoi film

film nei quali la recitazione rimane ancora molto teatrale con attori che ''sbracciavano'' oltre il lecito,privo di sonoro mimica e gesti eccedono


Quel che manca al suo linguaggio è una Grammatica generale una Sintassi: esso è infatti più che altro un flusso di trucchi, in parte fini a se stessi ,sono effetti speciali che indicano però una via per il Cinema oggi molto in voga

Méliès usa il cinema per affascinare sorprendere e meravigliare il pubblico, né più né meno come usava l'illusionismo prima; è un uomo di varietà che si serve del cinema, sfruttando il suo doppio potere di attrazione sul pubblico: il primo, quello già sperimentato da Lumière, di far rivedere una scena reale (testimoniato dall'incredulità del primo pubblico davanti alla proiezione di un treno ), il secondo, la sua grande scoperta, di mostrare come se fosse realmente successo qualcosa che non è mai accaduto e forse non accadrà mai, di inventare una realtà diversa da quella reale di tutti i giorni. Due modi comunque complementari di fare film ,
i trucchi di Melies estremizzavano la seq. del treno dei Lumiere che intimorisce il pubblico perchè dallo schermo si dirige verso di esso.

Méliès ragionava tenendo sempre presente il palcoscenico; il cinema gli consentiva di far vedere uno spettacolo che non era altrimenti realizzabile (come un viaggio sulla luna). Il film stesso era in fondo una serie di numeri di varietà (balletti, giochi di prestigio, sketch, parodie, commedie in costume, acrobazie, etc,).

Rispettoso delle convenzioni della rappresentazione teatrale ,in Melies trionfa la Scena non ancora la Sequenza (la disposizione degli oggetti e degli attori nella scena, la priorità della cronologia delle scene sulla cronologia degli eventi), ma i suoi trucchi   l'uso tecnico del cinematografo, l'adozione dei primi basilari procedimenti filmici, lo pongono al di fuori del teatro e già dentro il cinema (tanto più che egli individua subito nel rapporto regista-pubblico e non attore-pubblico l'asse portante dello spettacolo cinematografico),per cui la sua personalità risulta il punto di passaggio dal teatro al cinema, dove ancora non esiste una vera consapevolezza di quest'ultimo, ma il nuovo mezzo obbliga a cercare anche nuovi modi espressivi.
In alcuni di questi film Méliès sperimenta anche l'uso del colore, fa dipingere ogni immagine a mano in un laboratorio di 200 ragazze, ottenendo effetti originali, come nella scena di due uomini  che si schiaffeggiano a vicenda e cambiano colore ad ogni colpo. Walt Disney farà poi tesoro di queste prime geniali sperimentazioni
.

Nel 1900 fu anche il primo ideatore di film pubblicitari, concepiti come una serie di trucchi e proiettati su uno schermo all'esterno del teatro: ne produsse circa quindici per pubblicizzare prodotti di aziende parigine (i cappelli Delion, il cioccolato Meunier , i prodotti per bambini Nestlè)         

Alcuni  film di G.MELIES 

Voyage dans la Lune  del 1902  forse il più famoso 

L'Affaire Dreyfus,

A la conquete du Pole,

Voyage attraverse l'Impossible

 

rielaborato in parte da questi siti:


siti su Melies: http://www-utenti.dsc.unibo.it/~fioni/ig/     (sito di una studentessa molto bello)

http://www.fantafilm.it/lettere/Registi.htm (sito sui film di fantascienza con molte foto)