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Riso Amaro

 
Giuseppe De Santis è uno dei personaggi più importanti del cinema Neorealista meglio ancora del ''Rinnovamento del cinema italiano del secondo dopoguerra", nasce a Fondi in provincia di Latina nel 1917.All’ambiente popolare e contadino Laziale il regista rimarrà sempre legato. Proprio a Fondi conosce il poeta Libero de Libero e Pietro Ingrao futuro dirigente del P.C.I. La famiglia si trasferisce successivamente a Roma dove il giovane De Santis frequenta prima il liceo G.Cesare e poi la Facoltà di Lettere,tra i suoi interessi bisogna ricordare la Letteratrura Americana che in quel periodo veniva in parte tradotta da Vittorini e Pavese
A Roma incontra Gianni Puccini futuro regista che gli propone di collaborare alla rivista ( 1940) "Cinema" diretta dal figlio di Mussolini, Vittorio .Seguendo la Biografia di De Santis si ripercorre in pratica la formazione di tutto il gruppo Romano Neorealista, che si venne a formare proprio all’interno del Regime Fascista intorno alla rivista citata e al centro di cinematografia.De Santis diventò uno dei più validi critici di quegli anni, contribuendo ad ideare un "cinema della realtà" con note personali originali e di grande interesse sia rispetto a Rossellini che agli altri compagni di strada. Il modello letterario era soprattutto Verga, in nome di una veridicità di luoghi, situazioni e psicologie che al cinema di allora mancava; K.Vidor, Griffith, Stroheim, Chaplin, Ejzenstejn, Renoir erano considerati i modelli cinematografici ,il tutto mutuato da suggestioni provenienti dal cinema e dalla cultura americana e da una particolare attenzione alla cronaca e all'inchiesta intrecciate alla sceneggiatura del film.

Nel frattempo De Santis, spinto sempre da Puccini aveva iniziato a frequentare il corso di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia, un struttura formativa di altissimo livello con docenti del calibro di Umberto Barbaro e Luigi Chiarini. Suoi colleghi erano -tra gli altri- Michelangelo Antonioni, Sergio Sollima .

La gatta è il titolo di un cortometraggio che il giovane cineasta  realizzò al "Centro" nel 1942 con Vittorio Duse come interprete. Precedentemente insieme a Gianni Puccini aveva scritto la sceneggiatura di Don Pasquale, che verrà realizzato da Camillo Mastrocinque nel 1940.Il vero ingresso a pieno titolo nel Cinema lo farà con Ossessione (1943), embrione del cinema neorealista, diretto da Luchino Visconti. Oltre a co-firmare la sceneggiatura, De Santis fu anche assistente alla regia.

Nel 1943 sarà al fianco anche di Rossellini per Scalo merci, che a causa del conflitto mondiale verrà sospeso, poi ripreso e definitivamente terminato da Marcello Pagliero con il titolo Desiderio.
Due anni più tardi De Santis avrà modo di girare alcune scene e coordinare il montaggio (con Mario Serandrei) di Giorni di gloria (1945), un film-documentario sulla guerra partigiana e la fine degli eventi bellici firmato anche da Visconti. In questo documentario, centrale rimane la ripresa dello Scempio delle Fosse Ardeatine, dove per rappresaglia vennero massacrati centinaia di cittadini romani molti Ebrei.
Una collaborazione significativa ancora con il film Il sole sorge ancora (1946) di Aldo Vergano,un regista oggi in parte dimenticato ingiustamente, ma che con questo film raggiunse risultati apprezzabili nel ricostruire aspetti tragici di quegli anni,tra gli interpreti il regista C.Lizzani
De Santis quindi è un regista pienamente inserito non solo nel clima Neorealista di quegli anni ma ne è uno degli esponenti più significativi. Militante di primo piano della Resistenza Romana ,legato come si è detto ad un gruppo di artisti politici ed intellettuali della Resistenza capitolina che poi diventeranno in campi diversi personaggi di rilievo. Forse l'artista più coinvolto nel senso positivo nella Sintesi tra discorso politico e linguaggio cinematografico. Quello che più degli altri si poneva il rapporto tra cultura cinematografica e rinnovamento politico della società italiana (a parte Zavattini).

Vediamo alcuni Film:

Caccia tragica (1946), Il film che lo rivela in Italia e all'estero come talento straordinario: Alla fine della seconda guerra mondiale Giovanna e Michele stanno tornando nella sede della cooperativa agricola, siamo in bassa padana .IL Camion che li trasporta porta anche i soldi dei sussidi governativi con i quali la cooperativa potrà pagare ai padroni l'affitto delle terre -Evento che cambia la situazione apparentemente normale: Una rapina con sparatoria Giovanna è presa in ostaggio Michele non può che tacere anche se liberato per evitare ritorsioni sulla moglie.

  Vivi Gioi e A.Checchi in Caccia Tagica

-Intrigo: Michele ha riconosciuto nella banda dei malfattori Alberto probabilmente il capo un suo ex compagno di prigionia.

Ma i Padroni non vanno per il sottile vogliono i soldi del pagamento ,per ora non possono fare altro che arraffare tutto ciò che può compensarli il valore dell'affitto

-A questo punto inizia la caccia , i contadini affiancano la polizia nella ricerca dei delinquenti per loro si tratta di vita o di morte o meglio miseria

-Nella banda dei cattivi fanno parte oltre ad Alberto e altri tipi la sua fidanzata Lili Marlene (nome di una famosa canzone che cantavano i tedeschi in guerra ma che poi divenne universale-famosa l'interpretazione di M.Dietrich) con una bionda parrucca che ne giustifica il nome e che nasconde una rasatura fattale dai partigiani perchè collaborazionista dei Tedeschi.

-L'Intrigo si tinge di considerazioni politiche ,infatti i contadini hanno scoperto che la rapina è stata probabilmente organizzata dai padroni  per impedire la nascita della nuova cooperativa.

-I delinquenti vengono scovati- solo che riescono a rifugiarsi in una costruzione di un ex comando Tedesco facendosi scudo della povera Giovanna ,la costruzione è circondata da mine quindi pericolosissima

-Lili Marlene in preda a disperazione tenta di far saltare il tutto Alberto  forse stanco di tale situazione di violenza le spara impedendo di compiere la strage .Recuperato il denaro i Contadini considerano Alberto parzialmente colpevole giustificandogli infine  le Malefatte.

Fondamentale il paesaggio veneto messo più volte in rilievo dalla Macchina da presa con abili movimenti di macchina : situazione sociale del dopoguerra, intrigo, Western con Poliziesco ,la fuga e ovviamente la caccia,tutto descritto abilmente. Sentimenti in evidenza fortemente marcati, trama avvincente denuncia sociale è il cinema di De Santis,simbolico il treno .(soliti problemi con la distribuzione e la censura, in parte il film venne però accolto bene)

Collaborano con il regista Carlo Lizzani e M.Antonioni E C.Zavattini alla sceneggiatura .Gli attori sono A.Checchi noto attore sino a gli anni 70  M.Girotti l'attore di Ossessione , e l'attrice Vivi Gioi.

Nel 1949 De Santis dirige Riso Amaro il film che gli da un successo mondiale uno dei più belli del Neorealismo Italiano, a questo punto insieme al successo il regista ciociaro viene coinvolto suo malgrado in una serie di polemiche e discussioni molto simili a quelle intorno al romanzo di Pratolini, Metello .
Discussioni riguardanti la natura del realismo . Discussioni oggi in gran parte superate ma che resteranno come un peso per molti anni ancora sul suo cinema e in generale sul Neorealismo condizionando giudizi e opinioni. Sul set per un servizio fotografico anche il grande fotografo R.Capa

Non c'è pace tra gli ulivi (1950) l'ambientazione si sposta in Ciociaria, Assistente operatore -alla sua prima esperienza, é Pasqualino De Santis, fratello minore,in seguito uno dei più importanti fotografi del cinema italiano

Roma ore 11 (1952) è, invece, il suo primo film d'ambientazione urbana forse il migliore di De Santis, alla sceneggiatura anche in questo film troviamo  tra gli altri  Zavattini ed Elio Petri futuro regista. Tra gli interpreti L.Bosè e L.Padovani ,Delia Scala ,Raf Vallone e M.Girotti. Rispondendo ad un annuncio economico per dattilografa ,centinaia di ragazze si precipitano nella Capitale per sostenere il colloquio. La scelta del tema è gia evidente ,il regista senza fronzoli entra con la macchina da presa in una condizione allora come oggi nascosta poco descritta ,eversiva e la porta alla luce. Dopo ore di attesa stressante come sanno tutti coloro che cercano un lavoro ,costrette a sistemarsi alla buona su di una scala come spesso capita in queste occasioni una delle fanciulle cerca di guadagnare posto con furbizia, ciò provoca urla e proteste, solo che la grande massa di gente che si muove sulle scale finisce per provocare una tragedia ,la struttura crolla buttando giù le ragazze . Un incidente non tanto sul lavoro ma alla ricerca di un lavoro.

    Le Aspiranti Dattilografe ,la seconda sulla destra L.Bosè

De Santis entra quindi direttamente nella realtà precaria della gente dell'epoca e in particolare delle ragazze descrivendo quindi una condizione prettamente femminile. Alcune rimangono contuse, altre in modo grave, una muore, la sciagura ha un effetto diverso su ogni figura femminile ,l'esperienza viene vissuta diversamente ,ma per tutte un momento di svolta.

Il Film parte da una inchiesta sul lavoro femminile sviluppata proprio da E.Petri(si dice che Zavattini per pesare il fenomeno fece simulare una chiamata per il lavoro-insomma i nostri prima indagarono secondo una chiara indicazione documentaristica) e delinea una storia dal ritmo e dai toni convincenti sia per la recitazione che per la descrizione della condizione di una parte delle ragazze italiane dell'epoca. Il Regista si rivela un abile narratore di vicende con al centro la figura femminile

Come altri film Neorealisti un Film sulla nostra Storia, che ritaglia sentimenti di una condizione umana per niente datati, arrivando a parlarci di situazioni ben vive ancora oggi,  anche se non più rappresentati, per molti giovani e non, .Notevole la scenografia e anche la colonna musicale che utilizza con indovinata tecnica il ticchettio della macchina da scrivere.

La Struttura è quella della tragedia classica il tempo della vicenda un giorno.

La storia del film inizia, all'alba con l’inquadratura di una ragazza che regge sulle ginocchia il giornale che ha pubblicato l’annuncio economico. La giovane ha dormito appoggiata alla recinzione esterna di un palazzo  dove è previsto lo svolgimento della selezione per  dattilografa. Il film si chiude con la stessa inquadratura della ragazza che, terminati gli interrogatori della polizia e lasciata la madre ferita in ospedale, si prepara a trascorrere la notte nella medesima posizione (seduta all’esterno del palazzo), in attesa del ragioniere e del posto di lavoro che, nella sua logica elementare ma incontestabile, è ancora disponibile e forse potrà esserle assegnato.Una Tenacia che nasconde una tragedia che gli spettatori conoscono. Nel film vi sono anche allusioni al giornalismo come tecnica per abbindolare le illusioni di giovani inesperte ,il Regista descrive anche un universo femminile con un proprio immaginario quasi consumistico,addirittura c'e anche un riferimento alla famosa battuta dei panni sporchi, la mamma di una delle ragazze ascoltando in autoradio la cronaca dell'incidente dice che è meglio non far conoscere i panni sporchi in piazza....è un vizio degli italiani. Una battuta simile venne fatta a proposito del Neorealismo da un famoso politico dell'epoca. Ricordiamo la massiccia presenza della censura all'epoca .

Un film ricco di trovate formali che poteva piacere a pubblico e critica ,che illuminava su di uno spaccato sociale drammatico .

Un film Nazional-popolare diceva De Santis usando un concetto di A.Gramsci

Un marito per Anna Zaccheo (1953) cui seguiranno Giorni d'amore (1954):

Giorni d’amore  del 1953-54, girato nella città natale di De Santis. Il cast includeva, come in altre occasioni per lui, nomi illustri: protagonista maschile Marcello Mastroianni, sua partner la giovane Marina Vlady. Ambientato in una società rurale che di li a poco sarebbe scomparsa, il film scende e si pone al livello dei suoi personaggi semplici: una coppia di giovani innamorati, senza un soldo e con il problema di coniugare il sogno del matrimonio e le convenzioni sociali che imponevano una cerimonia relativamente sfarzosa. Pur affrontando un tema ed un ambiente che in qualche modo conosceva, De Santis fece precedere la stesura del copione (realizzato dal regista con Libero de Libero, Gianni Puccini ed Elio Petri) da un’approfondita inchiesta sul campo dello stesso Petri, che si trasferì a Fondi per diverse settimane e raccolse le testimonianze di giovani alle prese con i medesimi problemi dei protagonisti del film.Questa inchiesta, di eccezionale valore documentario, è rimasta inedita fino ad oggi, ed appare in un recente volume di uno dei maggiori conoscitori del regista ,il critico M.Grossi ,  Per il suo primo film a colori,  De Santis si avvalse della consulenza del pittore suo amico Domenico Purificato, che fu responsabile di una sperimentazione cromatica più che interessante.

Uomini e Lupi (1956) e La garconièrre (1960)-

La strada lunga un anno (1957). L'opera ebbe la nomination per l'Oscar, e ricevette il Globo d'Oro, il premio che la stampa americana assegna al miglior film straniero per questo film il regista fu costretto a spostarsi in Jugoslavia.Italiani brava gente (1964), narrazione raffigurante il naufragio dell'esercito italiano in terra di Russia, chiude in pratica il capitolo desantisiano con il cinema. Il film vede costretto nuovamente ad  emigrare De Santis in Unione Sovietica. All'epoca accusato di disfattismo e antipatriottismo, il film è oggi considerato, insieme a Uomini contro di Francesco Rosi,  una delle prime indagini critiche sulla recente storia militare e politica dell'Italia ,il   film  sfrutta pienamente le possibilità della macchina da presa nel riempire  grandi spazi.

Anche questo film ebbe un buon successo di pubblico oltre che internazionale

Poi Lentamente De Santis viene sempre più emarginato dal cinema tranne un ritorno ancora nel 72 con Un apprezzato professionista di sicuro avvenire (1972). e nel 1995 con "Oggi è un altro giorno"; nel 1997 muore proprio quando era ripreso l’interesse intorno alla sua figura. Nel 95 un Leone d’oro alla carriera risarcisce in parte il lavoro del grande Maestro. Negli ultimi anni aveva insegnato al centro ci cinematografia avendo come allievi giovani attori poi diventati noti al grande pubblico,  purtroppo molti i progetti rimasti nel cassetto e mai realizzati.

De Santis negli ultimi anni aveva insegnato al Centro di Cinematografia ,aveva avuto alcuni allievi oggi molto noti vediamo nella foto la signora Ferilli insieme al regista

Il Cinema di De Santis aveva delle peculiarità nell’ambito del Neorealismo di grande interesse,l’emarginazione di fatto di questo grande regista è tutta interna alla cultura di quegli anni e all'Industria cinematografica dello stesso periodo e per un giovane di oggi incomprensibile, ci riferiamo anzitutto alle polemiche intorno ai suoi film. La componente popolare e da melodramma presente in De Santis invece di essere un limite è al contrario un elemento di grande interesse
Il Suo film più noto Riso Amaro, ha oggi un grande impatto visivo oltre che narrativo ,l’emarginazione è forse anche da legare alla personalità del nostro lontano ci sembra da compromessi del momento.
De Santis è stato anche il regista che ha avuto un buon successo di pubblico non solo nazionale,cosa anche questa stranamente giocata a suo sfavore nei giudizi dell'epoca.Il Regista Ciociaro pagò con l’emarginazione il successo che pure ebbero i suoi film ma soprattutto venne schiacciato dalla cinema dell’epoca, nei suoi film sono presenti elementi che oggi vengono considerati di tutto rispetto compreso il fotoromanzo, ma soprattutto veniva contrapposto a Rossellini non si capisce per quale motivo al di la di questioni estetiche, l’uso del Melodramma, del poliziesco di elementi della cultura popolare e non, Americana (il melodramma era presente anche in Ossessione di Visconti) venivano criticati con giudizi contrastanti e schizofrenici.

Insomma avrebbe contaminato il Neorealismo .Manco fosse il Barolo!

Sono solo alcune note di critica dell’epoca che purtroppo pesano ancora oggi

Il suo Film più noto Riso Amaro rappresenta invece con ingredienti della cultura popolare proprio i cambiamenti della società italiana di quegli anni e oggi rimane un film fondamentale per conoscere la nostra Storia ma anche la ricchezza del cinema Italiano del secondo dopoguerra.

Il Maestro ciociaro si muoveva secondo la “logica di un cinema di intervento politico diretto e immediato sulla realtà nazionale”, egli cala la lezione dei sovietici più Pudovkin che Eisenstejn ,dentro lo scenario dell’universo contadino e popolare devastato dalla guerra, con esiti di sorprendente efficacia e creatività ,mutua in modo geniale cultura americana e impegno politico o sociale . Un Regista di idee.All’interno dell’atmosfera Neorealista di quegli anni egli insieme a tante cose comuni con i suoi compagni di strada ha ovviamente un suo stile .

Il Neorealismo attraverso De Santis si presenta con una ricchezza e una varietà di stili dandoci un quadro ricco  vitale e non monocorde del cinema italiano di quegli anni.

Sul Regista :

http://www.areasoft.it/CINEMA/9901/arta0199.htm      

         (interessante intervista con G.D.S. DI G.Michelone)

La riportiamo comunque interamente:  Intervista a G.De Santis


http://www.assodesantis.it/desanti2.htm  (un punto di partenza si tratta del sito dell'associazione De Santis curato dal critico M.Grossi, del quale ricordiamo uno studio sul film Giorni D'amore per le Ediz.Lindau)

sul film Caccia Tragica:

http://web.tiscali.it/giuseppedesantis/

Su Roma ore 11

http://www.lodifilmfest.it/doc/contributo.pdf.