A.Petito                    

Antonio Petito può essere considerato l'ultima grande e importante maschera di Pulcinella, attore e autore napoletano (1822-1876)- Antonio Petito trasformò la maschera da "scemo del villaggio" in villano urbano e arguto, e ne diede interpretazioni che le cronache dell'epoca e il tempo hanno reso leggendarie.Nasce il 22 giugno 1822 in una famiglia di affermati attori, dal padre Salvatore, noto comico, e dalla proprietaria, impresaria e attrice del teatro napoletano Silfide, Giuseppa D'Errico. Il teatro, conosciuto come "teatro di nonna Peppa" era frequentato soprattutto dal vivace proletariato cittadino e sorgeva in una popolare strada di Napoli, via Carmine.
Esordì all'età di nove anni nell'opera Giovanni della Vigna, commedia di un certo Filippo Cammarano, e continuò per molti anni ad esibirsi come pantomimo in collaborazione con la famiglia che lavorava nei teatri San Carlino e San Ferdinando.

La commedia dell'arte era finita da anni eppure questo grande attore e autore riuscì a creare un teatro che suscita interesse ancora oggi-anche il padre fu (Salvatore Petito)  interprete di Pulcinella, quella dei Petito era una illustre famiglia di teatranti ,Donna Peppa ovvero "D'Errico Giuseppina", pupara attiva a Napoli dal 1826 ove avrà  un successo pressochè incontrastato con ''il teatrino dei pupi'' o ''Guarattelle'' in napoletano .Moglie di Salvatore Petito era quindi  madre di Antonio (detto Tottonno o'pazzo,)

I suoi lavori ebbero in tutta Italia e in  Europa un enorme successo. Questo era dovuto non solo alla sua abilità recitativa ma anche ai contenuti sociali e di " attualità " (cosi lui stesso li definisce) presenti in queste commedie che fanno di Petito un personaggio interessante. 

Interprete, oltre che di Pulcinella, della maschera di Pasquariello, Antonio scrisse e adattò numerose commedie nelle quali si manifestò osservatore acuto e attento della realtà sociale del suo tempo

Verso la metà dell'ottocento quindi ,A. Petito proseguiva nella tradizione della Commedia dell'arte  e come altri prima di lui modificò l'aspetto di Pulcinella nell'abbigliamento e nelle caratteristiche. 

Aveva problemi di reumatismi(dicono le cronache) e si vide costretto ad indossare, sotto il camicione bianco una maglia di lana rossa, indumento che diventerà parte inscindibile del costume di Pulcinella. Poi Petito si spinse ancora più avanti, vestì Pulcinella della giubba militare, della marsina, addirittura di abiti femminili.........

Benedetto Croce aveva acutamente osservato : «Pulcinella non designa un determinato personaggio artistico ma una collezione di personaggi, legati tra loro soltanto da un nome, da una mezza maschera nera, da un camiciotto bianco, da un berretto a punta».

più antropologico il giudizio del Maestro R.De Simone

«Pulcinella è la maschera per eccellenza del mondo popolare campano - scrive Roberto De Simone, che su Pulcinella ha speso anni di studio e di ricerche, una maschera che si riferisce innanzitutto all'espressione della morte. Valenza di morte, ha l'abito bianco, confezionato con le lenzuola, un camicione completato dal coppolone o cappello a punta, pure di stoffa bianca; valenza di morte ha la maschera che copre il volto. Una maschera nera che si può ribaltare in una coloritura bianca del volto ottenuta con farina o gesso, e che rende ancor più spettrale la maschera».

dal famoso teatro detto "San Carlino'' Il primogenito di Salvatore Petito diede delle connotazioni di ''Servo furbo e di antica saggezza'' alla maschera del Pulcinella accentuando elementi poi divenuti proverbiali

Petito era quasi analfabeta, i suoi testi però una volta in scena hanno un enorme valenza teatrale

Grande fu lo strapotere e la leggenda del nostro  al teatro San Carlino,antico e famoso locale partenopeo: il suo carisma e la sua genialità lo misero su di un piedistallo dal quale nessuno mai riuscì a detronizzarlo ed a sostituirlo degnamente. 
La sera del 24 marzo del 1876 Petito morì sulle scene -rimase di lui una leggenda nella storia del teatro, ancora viva

Con la morte di Antonio Petito finiva anche una gloriosa generazione di Pulcinella che mai più vide attori degni di vestire quel bianco camice, anche se non si possono trascurare le ottime interpretazioni di Giuseppe De Martino, Salvatore De Muto e Eduardo De Filippo,Concetta Barra, Nino Taranto e anche Troisi al cinema.

Tranne i primi due furono comunque recitazioni occasionali -Petito può effettivamente essere considerato l'ultima maschera di Pulcinella -non più servo ''sciocco'' ma  maschera eterna che «ridendo, ridendo, te sbatte ‘nfaccia ‘a verità».
 

Tra le sue opere più significative vanno citate: 

So' muorto e m'hanno fatto turna' a nascere (1868), All'unione delle fabbriche (1871), in cui utilizzò la lanterna magica con una tecnica  quasi espressionista

Don Felice Sciosciammocca(sta per Allocco) creduto guaglione 'e 'n'anno,(creduto bimbo di un anno) scritta nel 1872 per Eduardo Scarpetta, e Palummella (1873). E  fu proprio questo personaggio,Don Felice a sostituire il Pulcinella nel teatro comico napoletano. E.Scarpetta era il padre di Eduardo De Filippo