Sei personaggi in cerca d’autore                   home
 di Luigi Pirandello

I PERSONAGGI DELLA COMMEDIA DA FARE          Prefazione         


Il padre
La madre
La figliastra
Il figlio
Il giovinetto
La bambina
(questi ultimi due non parlano)
(Poi, evocata) Madama Pace
 

-In un teatro ,un gruppo di attori diretti da un capocomico stanno provando una commedia.(un dramma pirandelliano, Il gioco delle Parti)

-Improvvisamente si presentano  sei personaggi (Padre, madre, figliastra, figlio, giovinetto e bambina).

Il Padre spiega subito al capocomico che loro sono personaggi in carne ed ossa, ed essendo portatori di un dramma personale sono in cerca di un autore che voglia rappresentarlo. che dia loro, quindi, una ''consistenza''

La vicenda da rappresentare è semplice:

Padre e Madre formano con un figlio una tipica famiglia piccolo borghese. Un giorno il padre s'accorge che la moglie, di carattere affine a quello del suo segretario, potrebbe formare una nuova famiglia con lui e la spinge a farlo. Convinto che sua moglie (la Madre) fosse innamorata di questo suo dipendente, ne favorisce quindi l’unione. Poi, segue a distanza la nuova famiglia con sollecitudine e in specialmodo s’interessa , non visto, alla bambina(la figliastra)che nasce, osservandola discretamente nella crescita.

Questo nuovo nucleo famigliare scompare improvvisamente dalla città,se  ne perdono le tracce . Morto il marito-segretario, la Madre torna in quella città con la figliastra ormai grande, una bambina , un giovinetto e il figlio .Il Padre, ignaro incontra la ragazza, la Figliastra,in un bordello(la sartoria di una ''signora'' chiamata madama Pace): sta quindi per consumarsi una specie di incesto che però l’arrivo della Madre scongiura.

Il Padre, sopraffatto dalla vergogna e dalla pietà per quelle donne, decide di riprendere con sé la nuova famiglia.

La famigliola rientra nella casa del Padre, ma questo provoca l’ostilità del Figlio su cui tutta l’attenzione si concentra. Ed questo il motivo per cui , incustodita, la bambina affoga in una vasca da bagno e il bambino si spara.

E’ il dramma di un gruppo di personaggi in crisi che non riescono a comunicare, ognuno con una propria fisionomia abbozzata, che , però, appunto per questo loro “essere personaggio” , non può mutare, a differenza di quanto capita all’uomo la cui vita fluida è soggetta continuamente a cambiamenti.

La situazione non è accettata da nessuno, e la madre sembra essere un capro espiatorio del dolore e della sofferenza di tutti i familiari. la madre 'annega' nel dolore; alla figliastra sono rimaste solo risate d'isteria misto a dolore; il figlio rimane con la sua insofferenza del prossimo; ed il padre, al capocomico che spiega alla compagnia che è solo finzione, grida con voce rotta dal peso di un inevitabile dramma doloroso: " Ma che finzione! Realtà, realtà, signori! Realta!" .

Quindi, i quattro superstiti personaggi, portando via i corpi senza vita della bambina e del giovinetto, spariscono dietro il fondalino, per poi ricomparire come ombre fumose.


l’autore ha rifiutato di dargli forma perché una “forma”  non rispecchierebbe la vita, e sarebbe come ammettere che ognuno di noi è uno, mentre è “tanti''  secondo le possibilità d’essere che sono in noi:

Fine del Narratore onnisciente-del personaggio finalizzato ad una azione

Contrasto-Persona -personaggio

Attori e pubblico non distinguono più tra finzione e realtà: calato il sipario, ci si accorge che l’autore ha sostituito al dramma la dimostrazione dell’impossibilità di rappresentarlo.

Un marchingegno simile lo usa W.Allen nel film ''La rosa purpurea del cairo''

E’ questa l’unica esperienza del ''teatro nel teatro'', in cui risulta scardinata ogni convenzione scenica, e messo in discussione lo stesso genere teatrale, che è dialogo ed azione. Le parole sono infatti una vuota astrazione, convenzioni che ciascuno intende a modo suo ( “…crediamo di intenderci – dice un personaggio – e non ci intendiamo mai!”) ; e le azioni non servono, in quanto ciascuno di noi non è intero nell’atto che compie. La provocatorietà della pseudo trama , prima del tradizionale epilogo, coinvolge il pubblico in un rapporto dialettico con l’autore, e fa della scena “un luogo di verifica” delle concezioni proposte: il che dava il colpo definitivo a tutto il teatro precedente

Pirandello rappresenta il teatro che non può essere rappresentato-discute e rappresenta la crisi della forma teatrale di fine ottocento-primi del 900- un lavoro quindi di avanguardia che mette in crisi anche il pubblico

Un filo misterioso lega i personaggi con il loro autore: si forma magicamente quando essi, dal momento in cui sono solo idee, tentano lo scrittore “tante volte, nella malinconia di quel suo scrittoio”.

Nei “ Sei personaggi in cerca d’autore” questo legame non è riuscito a stringersi. Respinti, rifiutati dopo molte esitazioni, dalla mente di chi doveva dar loro corpo,i sei personaggi , dotati come per incanto di vita autonoma, si presentano sul palcoscenico, il luogo naturale della loro unica possibilità di esistenza.

La commedia non è, però, nella trama, ma nello scoppio dei contrasti tra Padre e Figliastra, tra Madre e Figliastra, tra Figlio e tutti gli altri: ognuno tenta di capire e giustificare la propria realtà, in un caotico accavallarsi di racconti e di voci.....manca la regia...l'autore

Ma il centro del conflitto è tra il Capocomico della compagnia e i personaggi, il Padre e la Figliastra in particolare. Quando si tratta , infatti, di far recitare gli attori veri-altro elemento centrale della commedia- i personaggi divengono insofferenti e protestano continuamente; non si riconoscono in quei professionisti, le scene mancano sempre di qualche particolare “indispensabile” . il problema è che tra i due gruppi corre una differenza abissale: i personaggi sono maschere rigide e bloccate nel ruolo che rappresentano; negli attori , che sono uomini e donne, scorre prima di tutto la vita, elemento continuamente ed individualmente mutabile.

La presunzione del teatro tradizionale di rappresentare la vita viene scardinata da un procedimento a rovescio. E’ il teatro ad entrare nella vita, e a dimostrare quell’impossibilità.

Non è più possibile distinguere tra realtà e finzione.

Il pubblico non si trova di fronte una storia compiuta in cui identificarsi ma la messa in discussione di ogni possibilità di rappresentare una storia  

Vedi la prefazione alla Commedia  di L.P