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Così é (se vi pare)          ESERCIZIO                                                          

Decadentismo esistenzialista/il teatro 

Il testo del dramma, è scandito in tre atti.    Riassunto in PDF 

- in un capoluogo di provincia si trasferiscono tre strani individui: il signor Ponza, la moglie e la signora Frola. Ciò che non appare chiaro è il tipo di parentela che lega il terzetto e che la gente del posto, incuriosita dal loro strano comportamento, vuole scoprire. Il signor Ponza afferma che la donna che vive con lui sia la sua seconda moglie; la signora Frola, invece, ritiene che la donna sia sua figlia e la prima moglie dell'uomo restituitagli dopo che questa era stata costretta al ricovero, dopo il matrimonio, in una casa di salute. Entrambi, per sostenere la propria convinzione accusano l'altro di pazzia e, allo stesso tempo, per pacificare la malattia dell'altro, si fingono l'uno davanti all'altra pazzi essi stessi.

- i "curiosi" mettono dunque in atto ricerche circa il terzetto, ma a causa di un terremoto che ha distrutto tutto il loro paese di origine, non si hanno notizie. Non resta che credere all'uno o all'altra. Si decide allora di architettare un incontro-confronto fra i due, ma invece di risolvere il mistero, si ripiomba nell'impossibilità di distinguere la verità.

- nonostante la scoperta di una vaga testimonianza di un loro compaesano la verità rimane ancora celata. Il prefetto costringe così il signor Ponza a far testimoniare la moglie, la quale, una volta in scena col viso coperto da un velo nero, dichiara: "[...] Io sono, sì, la figlia della signora Frola e la seconda moglie del signor Ponza [...] sì; e per me nessuna! nessuna!" "[...] Per me, io sono colei che mi si crede" lasciando il dramma eternamente irrisolto.

Quadro spazio-temporale

rispetto alla novella (da cui è tratto) il dramma si svolge in un ''oggi'generico ....

Quanto al luogo, ora, l'ambientazione risulta più generica, poiché si tratta di un qualsiasi capoluogo in cui è più agevole vedere rispecchiata una realtà dai confini molto più ampi e coinvolgenti.

 

Lamberto Laudisi fa un po la parte che nella novella era la voce del narratore-testimone, appunto; le signore e i signori in casa Agazzi danno voce e corpo ai generici abitanti di Valdana; le tre visite alternate della signora Frola, del signor Ponza e, di nuovo, della signora Frola sulla scena stanno all'analoga (ancorché generica) iterazione di visite entro la narrazione; la risata di Laudisi alla fine del primo atto (ma conclusiva anche degli altri due) corrisponde abbastanza al sorriso ironico del narratore sullo scorcio finale della novella, per lo sconcerto della popolazione di fronte al permanente dubbio sulla determinazione di "fantasma" e "realtà".

Inoltre, quello che nella novella era niente più che il singolare e un po buffo caso della signora Frola e del signor Ponza è diventato, innanzitutto, una sorta di poliziesco: il "giallo" insolubile di uno sdoppiamento permanente ( e perdita ) di identità.

Poi è anche la storia di come un gruppo ben pensante, perbenistico, borghese, possa sentirsi minacciato da tre personaggi non omologati al gruppo stesso.

Da un punto di vista più specificamente teatrale, questo dramma pirandelliano è anche l'esperimento di compressione,(restringere,mettere insieme forzatamente) su uno stesso supporto scenico, di personaggi da commedia ( il coro ) e da tragedia ( i tre inquisiti ), ottenendo un tono globale che rimanda al grottesco, ma un grottesco dal retrogusto decisamente amaro.

Il doppio e il personaggio epico

Già a partire dal titolo "Così è (se vi pare)" vediamo come questo ha in se una configurazione doppia: d'acchito afferma qualcosa secondo un modulo asciutto, "Così è", tipico della certezza; un'espressione che vale sostanzialmente:"così stanno le cose". Poi però, subito dopo,  sottrae la credibilità piena della prima affermazione attraverso una parentesi che vanifica immediatamente una certezza:"(se vi pare)". Un titolo siffatto, oltre a creare immediatamente un alone di curiosità, anticipa (e rispecchia perfettamente) la destabilizzazione della certezza gnoseologica(conoscenza), tema sviluppato poi nel testo.

Una particolare analisi merita poi Laudisi, vero personaggio "guida", definibile anche come personaggio "epico": è lui, ogni volta, a distinguere, analizzare, sottilizzare, spostare le questioni e riportarle al coro nocciolo essenziale e generale . Laudisi, rimasto solo nello studio, monologa allo specchio con la propria immagine, osservando che gli altri non lo vedono come lui stesso la vede, cosicché quell'immagine non è, in se stessa, altro che un fantasma, imprendibile; e concludendo che, ciònonostante, gli altri, "pazzi", senza badare al fantasma che portano con sè, in se stessi, vanno correndo pieni di curiosità, dietro il fantasma altrui!"  

L'indagine ''Poliziesca''(non una fuga in un qualche mito-ma una indagine per scardinare falsi valori,meccanismi,credenze, utilizzando lo strumento comico -paradossale,) 

La disposizione inquisitoria e giudiziale, da processo insomma, da tribunale, è una delle tipologie rituali soggiacenti al testo, allusa spesso tra le righe.

Configurano,  infatti, attivissimi "investigatori", assistiamo a vere e proprie "indagini" e a progressivi stringenti interrogatori, scanditi dalle varie "convocazioni" di inquisiti e testimoni. Inoltre, lo scopo     degli astanti "seduti" all'ingresso dei visitatori, configura una disposizione e un atteggiamento che possano ricordare plausibilmente il tribunale. Il "plusvalore" della parabola (un valore doppio maggiore..)Il fondamentale snodo di divergenza, ossia l'innovazione della vicenda teatrale sul testo narrativo si affida a quello che potremmo definire il "plusvalore" della parabola teatrale.

Due elementi concorrono a determinare tale "plusvalore": il diverso rapporto fra il singolare terzetto e gli altri, che diviene sempre più un rapporto di subalternità del terzetto rispetto alla superiorità del padrone di casa, il Consigliere Agazzi, e i gradi interiori di indagine per la determinazione della verità, tali da trasformare, con la metafora critica impiegata da Giovanni Macchia, il salotto e lo studio di casa Agazzi in vera e propria "stanza della tortura" (tortura, si intende, psicologica e morale).  

Interpretazione storica nel teatro italiano di questa opera e non solo è stata data dalla ''Compagnia dei giovani'' con grandi interpreti del teatro italiano : Romolo Valli, Rossella Falk, P.Stoppa

 

Così è se vi pare -regia M.Castri, con V.Moriconi

                                      

Due grandi attrici del teatro italiano